Tutti pensano di sapere cos’è l’amore. Lo studiano nei libri, lo immaginano nei film, lo idealizzano nelle canzoni. Ma quando arriva davvero, spesso è molto diverso da come lo si era immaginato. Ti fa riflettere e sorridere su argomenti legati ai sentimenti questa commedia italiana del 2025 in streaming su Netflix da settembre dello stesso anno.
Una produzione Indiana Production distribuita da Vison Distribution, accolta in maniera favorevole dalla critica cinematografica, valutata mediamente 6,1 su 10 su IMDb. Vent’anni dopo lo straordinario successo di “Tre metri sopra il cielo”, tratto dal best seller di Federico Moccia, Luca Lucini è tornato alla commedia romantica giovanile con protagonisti Nicolas Maupas, Martina Gatti e Caterina De Angelis.
Il suo titolo è “L’amore, in teoria”, un titolo che parte dalla distanza tra ciò che crediamo di sapere sui sentimenti e ciò che invece viviamo davvero. E lo fa mescolando ironia e riflessione sui rapporti amorosi delle nuove generazioni. La trama si sviluppa attraverso la figura di Leone, studente di filosofia ormai vicino alla laurea, che coltiva da sempre una cotta per Carola, nata ai tempi del liceo.
Il problema è che la ragazza non ricambia affatto il suo interesse, anche se non esita a rivolgersi a lui ogni volta che ha bisogno di un favore. L’ultima richiesta, però, finisce per metterlo nei guai e gli costa una condanna ai lavori socialmente utili. Proprio durante quell’esperienza Leone conosce Flor, un’attivista dallo spirito libero che, a differenza di molti altri, sembra apprezzare la sua goffaggine e prenderlo sotto la propria ala.
Timido, insicuro e spesso impacciato nelle relazioni, Leone ha l’abitudine di parlare da solo, un comportamento nato dopo la morte della madre. Attorno a lui ruota una piccola costellazione di persone: il padre Giorgio, ancora smarrito senza la moglie; un senzatetto ironico che sembra cogliere subito le debolezze del ragazzo, anche se non perde occasione per prenderle in giro; e un gruppo di amici universitari, ognuno alle prese con i propri problemi.
Tra delusioni sentimentali, insicurezze e nuovi incontri, il ragazzo dovrà capire se è arrivato il momento di crescere davvero e dimostrare il coraggio suggerito dal suo nome, oppure continuare a restare il ragazzo timido di cui Carola ha approfittato per anni, sempre pronto a chiedere scusa per il semplice fatto di esistere.
Il film, che dura giusto 90 minuti, gioca con l’idea che l’amore, nella realtà, sia molto meno prevedibile rispetto a quanto raccontato nei manuali o nelle teorie sentimentali. Le emozioni, vedrai nel corso di questa commedia su Netflix, non seguono schemi logici e spesso costringono i protagonisti a confrontarsi con le proprie paure più profonde.
La regia di Luca Lucini, già molto amato per diverse commedie sentimentali italiane, costruisce una storia dal tono leggero ma non per questo superficiale. Attraverso dialoghi brillanti e situazioni quotidiane, il film racconta il percorso emotivo dei personaggi, tra aspettative romantiche e la difficoltà di aprirsi davvero all’altro.
Decisamente interessante è il ritratto generazionale che ne scaturisce. I protagonisti appartengono a una generazione cresciuta tra social network, relazioni rapide e una certa paura dell’impegno. E in questo contesto, il film si interroga su cosa significhi davvero costruire un rapporto autentico. La presenza di Nicolas Maupas, già noto al pubblico per diversi ruoli televisivi e cinematografici come in “Mare fuori” o “Un professore” contribuisce a dare al personaggio principale una dimensione vulnerabile e credibile.
Accanto a lui, Martina Gatti offre una performance fresca e spontanea, dando vita a un personaggio femminile indipendente e imprevedibile, capace di destabilizzare il protagonista ma anche di aiutarlo a crescere. “L’amore, in teoria” rappresenta quindi una buona idea se hai voglia di guardare su Netflix una commedia d’amore contemporanea e capace di far riflettere in maniera molto leggera e spensierata.
Non vuole certamente offrirti formule perfette per capire i sentimenti, ma ti suggerisce una verità semplice, ovvero che l’amore non si studia sui libri, ma si impara vivendo.
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