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Home » Stasera in TV » Netflix » Serie

Su Netflix la serie italiana in cui un liceo militare diventa il campo di battaglia di una generazione

Nuova serie italiana su Netflix, otto episodi raccontano l’ingresso di un gruppo di adolescenti in un liceo militare dove disciplina e gerarchie scandiscono ogni giornata. Tra nuovi legami e rivalità, tra i corridoi del Minerva resta aperto un mistero.
29 Settembre 2026di Riccardo Cannavale
Raiz e Margherita Buoncristiani
Raiz e Margherita Buoncristiani

Sveglia all’alba, alzabandiera, uniforme, niente cellulari, lezioni di tattica militare e scherma. Per ragazzi abituati a vivere una parte importante della giornata dentro uno schermo, entrare al Minerva significa ritrovarsi improvvisamente in un mondo costruito su disciplina, gerarchie e regole che sembrano appartenere a un’altra epoca. Netflix porta proprio dentro questo contrasto il suo nuovo teen drama italiano: adolescenti costretti a capire chi sono mentre qualcuno, tra quelle mura, cerca ancora la verità su ciò che è accaduto a un giovane cadetto.

Non tutti arrivano lì per la stessa ragione. Salvo viene da una casa famiglia e ha un obiettivo che va molto oltre il diploma: scoprire che cosa sia realmente successo al suo migliore amico. Vincenzo vuole invece seguire le orme del padre e vede nella carriera militare un futuro già quasi scritto. Camilla, milanese insofferente alle regole, è stata mandata al Minerva dal padre nella speranza che disciplina e distanza da casa possano cambiarla.

Minerva – La scuola, disponibile su Netflix dal 22 settembre 2026, è una serie in otto episodi diretta da Ivan Silvestrini, già dietro la macchina da presa di Mare fuori. È prodotta da Picomedia e scritta da Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano e Michela Straniero.

A interpretare i tre protagonisti sono Ciro Minopoli, Biagio Venditti e Margherita Buoncristiani. Intorno a loro si muove un gruppo molto più ampio di giovani attori, tra cui Beatrice Savignani, Simone Secce, Giulio Brizzi, Nicole Malaj e Alicia Edogamhe. Ma uno degli elementi che rende interessante la serie è il confronto continuo con il mondo degli adulti.

Nel cast troviamo infatti Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi, Irene Maiorino, Raiz e Michele Rosiello, chiamati a interpretare ufficiali, insegnanti e figure che dovrebbero formare gli studenti ma che portano dentro la scuola anche fragilità, errori e contraddizioni.

In questa concepita come serie TV a stagioni e non come una miniserie autoconclusiva, gli adolescenti non devono soltanto affrontare amicizie, rivalità e relazioni sentimentali. Ogni errore ha conseguenze concrete. Ci sono punizioni, disciplina, gerarchie da rispettare e un sistema che pretende di insegnare ai ragazzi a diventare adulti prima ancora che abbiano capito quale adulto vogliano essere.

Naturalmente non mancano le dinamiche più riconoscibili del genere: cotte, gelosie, amori proibiti e competizione. Ma sotto questa superficie si muove anche il mistero legato all’amico scomparso di Salvo. È il filo che introduce una componente più cupa e costringe il ragazzo a mettere in discussione ciò che gli viene raccontato.

Il Minerva diventa così contemporaneamente scuola, caserma e luogo nel quale ognuno nasconde qualcosa. Un ruolo importante lo giocano anche le ambientazioni. Le riprese si sono svolte principalmente alla Reggia di Portici e a Villa Campolieto, a Ercolano, trasformate negli spazi dell’immaginario liceo militare. La serie è stata inoltre presentata in anteprima al Giffoni Film Festival 2026, dove sono stati mostrati i primi due episodi.

Le location, con corridoi, cortili, sale storiche e camerate contribuiscono a dare alla scuola un’identità precisa: elegante, solenne, quasi intimidatoria. E la regia di Silvestrini sfrutta bene questo contrasto tra la bellezza degli spazi e la rigidità delle regole.

La critica italiana ha espresso giudizi non sempre lusinghieri, soprattutto per la prevedibilità di alcune situazioni e un ritmo che convince meno quando affronta meccanismi già visti molte volte: il ragazzo ribelle, l’amore proibito, la rivalità tra compagni, il segreto che deve essere scoperto.

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Il cast giovane riesce comunque a sostenere bene il racconto e la presenza di interpreti come Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino dà peso anche alla parte adulta. Interessante soprattutto il percorso dei tre protagonisti, che entrano nella scuola con motivazioni completamente diverse e finiscono per scoprire che il Minerva non può semplicemente insegnare loro chi diventare.

Su Netflix, la serie può incuriosire soprattutto chi ha apprezzato titoli italiani come Mare fuori o Adorazione, ma cerca un ambiente diverso da quello dei consueti licei televisivi. Qui ogni scelta è sottoposta a regole, ogni relazione rischia di trasformarsi in un’infrazione e persino l’amicizia può entrare in conflitto con la disciplina.

Il vero elemento di interesse resta però capire quanto quella scuola riesca davvero a formare i ragazzi e quanto, invece, finisca per imporre loro un’identità già decisa dagli adulti.

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