A volte le persone che cambiano davvero la tua vita arrivano quando meno te lo aspetti. Non sono quelle che immagini, non hanno l’età giusta o la storia perfetta, eppure entrano nel tuo mondo e lo trasformano.

Un incontro imprevedibile tra due anime sole che imparano, lentamente, a prendersi cura l’una dell’altra costituisce la base di una commedia non priva di dramma su Netflix. Un racconto che, pur essendo leggero, riesce a toccare le corde dell’anima grazie alla due interpretazioni principali di Brittany Murphy e una giovanissima Dakota Fanning.

Diretto da Boaz Yakin, il film “Le ragazze dei quartieri alti” (“Uptown Girls”, 2003) si inserisce nel genere della commedia drammatica dal tono delicato che mette al centro il valore delle relazioni umane e della crescita personale. La pellicola nasce da un soggetto di Allison Jacobs e da una sceneggiatura firmata da Julia Dahl, Mo Ogrodnik e Lisa Davidowitz, prodotta da Metro-Goldwyn-Mayer e distribuita da 20th Century Fox.

Gran parte della forza del film risiede nelle interpretazioni delle due attrici. Brittany Murphy regala una giovane donna cresciuta nell’agio grazie alla fama del padre, un leggendario musicista rock, ma di una fragilità tenera e disarmante. Mentre Dakota Fanning, amatissima in pellicole come “Ogni cosa è segreta” e produzioni come ”Ripley”, dimostra una maturità sorprendente nel dare vita a un personaggio complesso e profondamente emotivo.

La trama di questa commedia su Netflix, che vede un gradimento di utenti del 61% su Rotten Tomatoes e di 6,3 su 10 su IMDb, vede centrali le figure di Molly Gun e Ray Schleine. La prima, dopo aver sempre vissuto senza preoccuparsi del futuro, circondata da feste, amici e privilegi, vede improvvisamente svanire tutti gli agi a cui era abituata.

L’eredità lasciata dal padre svanisce improvvisamente a causa di un amministratore disonesto, e così la ragazza si ritrova senza soldi e senza direzione, oltre che disorientata dal punto di vista sentimentale. Costretta a reinventarsi, Molly accetta un lavoro come tata per una bambina incredibilmente intelligente e rigida. Ray è l’esatto opposto di Molly: organizzata, disciplinata, quasi ossessionata dal controllo.

Cresciuta con una madre assente e impegnata nella carriera, ha imparato troppo presto a comportarsi come un’adulta. L’incontro tra queste due personalità così diverse crea il cuore emotivo del film. All’inizio il loro rapporto è fatto di incomprensioni e piccoli scontri. Molly appare infatti irresponsabile agli occhi della bambina, mentre Ray sembra incapace di godersi l’infanzia.

Ma proprio attraverso questa distanza nasce un legame tanto inaspettato quanto profondo. Molly insegna a Ray a lasciarsi andare, a divertirsi, a scoprire la spontaneità che dovrebbe appartenere a ogni bambino. Ray, invece, costringe Molly a crescere davvero per la prima volta, a confrontarsi con le responsabilità e con la necessità di costruire una vita autonoma.

Il film si sviluppa così come un percorso di crescita reciproca. Se da una parte questa è la storia di una giovane donna che perde tutto e deve ricominciare da capo, dall’altra è quella di una bambina che impara finalmente a vivere la propria età.

L’ambientazione newyorkese contribuisce certamente a creare un’atmosfera malinconica ma luminosa, tra appartamenti eleganti, parchi cittadini e sale da concerto, con la dinamica metropoli che diventa qui il palcoscenico di un cambiamento interiore che riguarda, a livelli diversi, entrambe le protagoniste.

“Le ragazze dei quartieri alti”, ora in streaming su Netflix, è un film semplice solo in apparenza. Dietro la sua struttura da commedia si nasconde infatti una riflessione su perdita, crescita e seconde possibilità. Ed è proprio nella relazione tra le due protagoniste che il film trova la sua verità più sincera. Perché ha ragione chi sostiene che per essere dei buoni adulti bisogna prima imparare a tornare bambini.

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