Scopri la recensione di Vivere senza permesso una serie drammatica su Netflix che racconta lotte di potere e segreti familiari legati al narcotraffico.

Per gli amanti delle serie non eccessivamente lunghe ma intense, ecco un titolo disponibile in streaming su Netflix che potrebbe interessare e coinvolgere lo spettatore che apprezza il genere thrillerdrammatico e crime. Prodotta in Spagna e creata e prodotta da Aitor Gabilongo per Mediaset Espana, è interpretata da Alex Gonzalez (“Countdown”), José Coronado (“Il Principe – Un amore impossibile”), Claudia Traisac (“Escobar- Paradise Lost”) e Luis Zahera (“El reino”).

Nomi poco noti in Italia, ma molto conosciuti in Spagna e apprezzati da pubblico e critica. Stiamo parlando di “Vivere senza permesso” (“Vivir sin permiso” il titolo originale), rilasciata tra il 2018 e il 2020, ideale per chi cerca azione e apprezza le storie ispirate a fatti reali. La produzione si compone di un totale di 23 episodi di circa 80 minuti l’uno, divisi in 2 stagioni, ispirata a un racconto dello scrittore Manuel Rivas.

Qui viene raccontato il mondo della criminalità basato sul traffico di droga, ma senza il carattere epico tipico, ad esempio, di “Narcos”. Il registro narrativo è invece più vicino alla serie americana “Succession”, concentrandosi sulla famiglia protagonista di questi loschi affari, e ancora sui legami personali contraddittori e complessi che vengono fuori quando il patriarca cerca di identificare chi dovrà assumere la guida di tutto dopo di lui.

La percentuale degli utenti di Google a cui è piaciuta questa serie su Netflix è pari all’87%, mentre sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes detiene un audience score dell’86% e infine su IMDb la votazione del pubblico è di 7,4 su 10. Come si evince guardando il trailer su YouTube e sulla pagina ufficiale di Netflix, molto spazio è affidato alla suspense e alla tensione emotiva.

Come pure c’è una grande attenzione alle ambientazioni geografiche che ospitano le scene. Si tratta della Galizia, della quale sono enfatizzati i paesaggi, la gastronomia e i costumi tipici, tutti elementi che contribuiscono alla buona riuscita della serie. Al centro di tutto c’è il traffico di droga nella bella regione della penisola iberica in un mix di crime story e dramma familiare.

La trama di questa serie drammatica su Netflix racconta di Nemesio Bandeira (Nemo), un imprenditore di successo che ha basato le sue fortune su commerci illeciti. Nel corso della sua vita infatti si è arricchito grazie al traffico di droga, nonostante abbia poi cercato in tutti i modi di allontanarsi da quel mondo. In questo modo è diventato uno dei personaggi più influenti della Galizia.

Un giorno però tutto cambia: gli viene diagnosticato il morbo di Alzheimer.

Non volendo comunicarlo a nessuno, decide autonomamente di annunciare il suo ritiro. Prima di lasciare tutto però vuole esaminare la situazione e soprattutto i rapporti familiari per decidere a chi affidare l’azienda.

Dal nulla spuntano due figli illegittimi di Nemo che non si erano mai visti prima d’ora, intenzionati a prendere parte alla spartizione, e intanto il socio di Nemo, l’avvocato Mario Mendoza, brillante e competente, sarebbe la persona più quotata per prendere il suo posto.

Quando però Mario si renderà conto di non essere stato considerato come potenziale erede comincerà a immaginare un piano d’azione per spodestare gli altri potenziali successori e impossessarsi di tutto, diventando alla fine dei conti molto più pericoloso e spietato di quanto chiunque potesse mai immaginare.