Scopri la recensione di questo film thriller tratto da un racconto di Stephen King, un crescendo di angoscia che travolge minuto dopo minuto lo spettatore.

Ci sono visioni e deliri dettati dai sensi di colpa, omicidi, rapporti familiari difficili, atmosfere cupe e avvincenti, in un tempo lontano e in una piccola comunità. Nello stile tipico e tanto apprezzato del re dell’orrore.

Su Netflix c’è un film thriller che mischia il genere horror, con immagini inquietanti e agghiaccianti, a tematiche di ordine psicologico. Tratto da un racconto di Stephen King contenuto nell’antologia horror intitolata “Notte buia, niente stelle”, un film diretto da Zak Hilditch con protagonista Thomas Jane (“The Punisher”, “La nebbia”) e Molly Parker (“House of Cards“)

Gli amanti del genere possono trovare in streaming il film “1922”, sulla scia di altre produzioni originali ispirate ai lavori del cineasta statunitense come “The Mist” e “Gerald’s Game”. Questa trasposizione televisiva parte da una sceneggiatura molto accattivante, prendendo spunto dalla sua derivazione letteraria.

A livello di gradimento da parte del Web, abbiamo un apprezzamento su Google pari al 61%, mentre sul sito Rotten Tomatoes è pari a 57% (con un 92% relativamente alle recensioni lasciate dagli utenti) e infine su IMDb un 6,2 su 10 stelline. Ciò che particolarmente viene gradita è la fotografia, capace di definire al meglio la difficile comprensione degli stati d’animo di un protagonista pieno di conflitti interiori.

Non a caso già guardando il trailer presente su Youtube così come sulla pagina ufficiale di Netflix è possibile riscontrare queste caratteristiche e restare attoniti davanti a immagini che colpiscono l’animo umano per brutalità e inquietudine che provocano. In un crescendo di angoscia che travolge minuto dopo minuto lo spettatore.

Rimanendo fedele al racconto da cui è tratto, il film riesce efficacemente a ricostruire la tensione delle complesse relazioni familiari, con delle inquadrature e un montaggio molto dinamici. La struttura narrativa risulta ugualmente complessa, tenendo conto del contesto storico e sociale del periodo che narra.

Anche la storia, si attiene il più possibile alla coerenza storica del periodo, mostrando un contadino vecchio stampo, dall’impronta fortemente maschilista, dedito esclusivamente all’etica rurale, con un pensiero quanto più chiuso possibile. “1922” è dunque in grado di far respirare l’atmosfera della penna di Stephen King anche a coloro che non hanno mai letto il racconto.

La trama racconta di una coppia di marito e moglie pieni di conflitti. Siamo nello Stato americano del Nebraska nel 1922. Questa crescente tensione coniugale scaturisce soprattutto dal fatto che la moglie vuole sbarazzarsi dei terreni ereditati dal padre per poter raccogliere il denaro utile a trasferirsi in città.

Ma il marito, Wilfred, agricoltore vecchio stampo, la pensa diversamente, in quanto non vuole saperne di lasciare la campagna, per via del profondo legame che lo lega alla terra. La tensione, sfocerà in un gesto estremo, che coinvolgerà perfino il figlio adolescente.

Riuscirà l’uomo a convivere con ciò i suoi pensieri terrorizzanti e con le azioni che ha compiuto, tra sensi di colpa e visioni?

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