Dopo aver conquistato il pubblico con il primo capitolo uscito nel 2024, c’è una saga thriller polacca che torna su Netflix con un nuovo episodio che vuole spingersi ancora più in profondità nei lati oscuri dell’animo umano. Dal 10 giugno 2026 è disponibile in streaming “I colori del male: Nero“, secondo adattamento cinematografico tratto dai romanzi della scrittrice Małgorzata Oliwia Sobczak.
Alla regia torna Adrian Panek, mentre Jakub Gierszał riprende il ruolo del procuratore Leopold Bilski, protagonista di un’indagine destinata a sconvolgere una tranquilla comunità. Questa volta la vicenda si allontana dalle atmosfere urbane per approdare in una piccola cittadina della regione della Casciubia, nel nord della Polonia.
Tutto ha inizio con la misteriosa sparizione di un bambino, un evento che getta l’intera comunità nello sgomento. Quello che inizialmente sembra essere un caso di scomparsa si trasforma ben presto in qualcosa di molto più complesso. Chiamato a seguire le indagini, il procuratore Leopold Bilski scopre infatti che dietro il dramma si nasconde una rete di bugie, silenzi e segreti custoditi da anni dagli abitanti del luogo.
Le ricerche del bambino conducono Bilski a scavare nel passato della cittadina, riportando alla luce vecchi casi mai del tutto chiariti e relazioni che molti avrebbero preferito dimenticare. Ogni nuova testimonianza apre scenari sempre più inquietanti, mentre il confine tra vittime e colpevoli diventa progressivamente più sfumato.
In un contesto dove tutti sembrano conoscere qualcosa ma nessuno è disposto a raccontare l’intera verità, il procuratore dovrà affrontare non solo un’indagine complessa, ma anche i propri demoni interiori.
Come già accadeva nel primo film “Rosso“, “I colori del male: Nero” su Netflix punta su un’atmosfera cupa e opprimente, costruita attraverso una fotografia dai toni freddi, paesaggi malinconici e una narrazione che alterna momenti di tensione psicologica a improvvisi colpi di scena.
Adrian Panek conferma il suo talento nel trasformare il thriller investigativo in un racconto ricco di sfumature emotive, nel quale il mistero diventa anche un’occasione per riflettere sulle fragilità della società contemporanea.
Grande protagonista è ancora una volta Jakub Gierszał, che che torna nei panni del procuratore Leopold Bilski più maturo e tormentato rispetto al passato. Il suo personaggio si conferma lontano dagli stereotipi del detective infallibile. È infatti un uomo segnato dalle proprie esperienze, costretto a confrontarsi con scelte morali difficili mentre cerca disperatamente di fare luce su una vicenda sempre più oscura.
Accanto a Gierszał, un ruolo centrale spetta a Marianna Zydek, interprete della scrittrice Julia Sarman, figura destinata a entrare nel cuore dell’indagine e a dare al racconto una tensione più intima e personale.
Il film schiera un cast polacco solido e funzionale all’atmosfera cupa del racconto. Tra gli altri interpreti figurano, Zdzisław Wardejn, Róża Łukaszewicz, Beata Ścibakówna, Adam Bobik, Andrzej Chyra, Bartosz Mikulak, Dorota Ruśkowska e Cezary Łukaszewicz. Sono volti che contribuiscono a costruire quella dimensione corale tipica del noir europeo, dove ogni personaggio sembra custodire una parte della verità e la comunità diventa quasi un organismo chiuso, sospettoso, difficile da decifrare.
La saga continua così a distinguersi per la capacità di unire il classico poliziesco che richiama le atmosfere tipiche del nordic noir a una forte componente psicologica e sociale. La Casciubia non è soltanto lo sfondo della storia, ma diventa un elemento narrativo fondamentale, con le sue tradizioni, il suo isolamento e quell’atmosfera sospesa che contribuisce ad alimentare il senso di inquietudine.
Con una trama ricca di suspense, personaggi complessi e una regia elegante, quest’opera si conferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati di thriller europei. Un film che non si limita a raccontare un’indagine criminale, ma esplora il peso dei segreti, della memoria e delle colpe che, prima o poi, tornano sempre a galla.
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