Presentato come uno dei titoli danesi candidati alla corsa per l’Oscar al miglior film internazionale, ecco un lungometraggio drammatico che costruisce un racconto ampio e introspettivo sull’ambizione, sull’identità e sul difficile rapporto tra libertà personale e appartenenza.
Per gli amanti dei film più ambiziosi dal punto di vista visivo e registico, ecco un titolo distribuito in streaming su Netflix dal 2019 che potrà catturare l’interesse anche perché meno conosciuto di altri ma ugualmente meritevole.
Parliamo di “Pietro il fortunato” (“Lykke-Per”), film diretto da Bille August, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore premio Nobel Henrik Pontoppidan, pubblicato tra il 1898 e il 1904. Il protagonista è Peter Sidenius, interpretato da Esben Smed Jensen, giovane ambizioso cresciuto in una famiglia cristiana religiosa e profondamente conservatrice.
Fin dalle prime scene emerge il suo desiderio di allontanarsi dalle rigide regole familiari e da un ambiente che percepisce soffocante. Peter vuole costruire il proprio destino, desidera emanciparsi dal passato e affermarsi attraverso il talento e l’intelligenza. Scappa quindi dalla sua famiglia e dal padre sacerdote e patriarca, salpando alla volta di Copenaghen per diventare ingegnere e realizzare un grande progetto energetico.
Nella capitale, il ragazzo si butta a capofitto nella vita della grande città, con tutto l’entusiasmo del caso. Ben presto però si ritrova in un ambiente sociale indifferente, e conoscerà anche l’amore, ma per una ragazza ebrea, che ha il volto di Katrine Greis-Rosenthal. Un amore intriso di dramma.
La trama segue il suo percorso di ascesa sociale e professionale. Peter è brillante, ambizioso e determinato a ottenere riconoscimento. Tuttavia, più il personaggio si avvicina al successo, più emergono contraddizioni interiori che lo rendono incapace di trovare una reale serenità. Riuscirà a superare il suo orgoglio e i limiti che lui stesso si impone?
Quest’opera infatti non racconta semplicemente una scalata sociale, ma racconta piuttosto il conflitto costante tra desiderio di indipendenza e incapacità di sentirsi davvero libero. Il film si sviluppa con un ritmo lento e riflessivo, coerente con la tradizione del grande romanzo europeo da cui è tratto. Bille August sceglie un approccio elegante e misurato, evitando eccessi drammatici.
L’attenzione è rivolta soprattutto ai tormenti interiori del protagonista e ai rapporti umani che segnano il suo cammino. “Pietro il fortunato”, da scoprire su Netflix, punta su una ricostruzione storica raffinata. Costumi, ambientazioni e fotografia restituiscono con precisione la Danimarca tra Ottocento e Novecento. Gli spazi diventano parte integrante del racconto, con le grandi case borghesi e gli ambienti austeri che riflettono le tensioni sociali e morali che attraversano la storia.
Uno degli aspetti più interessanti è la complessità del protagonista. Peter non viene mai idealizzato. È un uomo intelligente ma spesso arrogante, capace di ferire chi gli sta vicino nel tentativo di inseguire una libertà che sembra continuamente sfuggirgli.
Il film evita giudizi netti e lascia spazio all’ambiguità emotiva. Decisamente si tratta di un dramma intenso e raffinato, un film che utilizza il percorso di un uomo per interrogarsi sul significato del successo, della libertà e dell’inquietudine umana.
Se cerchi altri film drammatici su Netflix, leggi anche:
