Se ti appassionano i film thriller che mescolano azione adrenalinica e fantascienza visionaria, questo titolo in streaming su Netflix potrebbe conquistarti: ti porta a riflettere su cosa accadrebbe se l’essere umano riuscisse a liberare tutto il proprio potenziale nascosto, trasformando una donna qualunque in una protagonista capace di sfidare le leggi della realtà.

Ti sei mai chiesto cosa accadrebbe se l’essere umano potesse sfruttare davvero il 100% del cervello? E come cambierebbe la percezione del mondo se, da persona comune, si diventasse un essere capace di piegare la realtà a proprio piacimento?

È proprio questa la sfida che il film di Luc Besson (“Anna“, “3 Days to kill“, “Léon”) porta sullo schermo, trascinando lo spettatore in un viaggio mozzafiato tra adrenalina e riflessioni esistenziali.

Lucy”, film d’azione e thriller del 2014, distribuito dalla Universal Pictures, si è affermato come uno dei campioni d’incasso internazionali di quell’estate, consolidando la fama del regista francese e regalando a Scarlett Johansson (“La ragazza con l’orecchino di perla”) uno dei ruoli più iconici della sua carriera.

Affiancata da un fantastico Morgan Freeman (“Le ali della libertà”, “Seven“), in una storia che mescola adrenalina, fantascienza e riflessione filosofica, questa pellicola nella programmazione Netflix è riuscita a lasciare il segno tra quelle del genere sci-fi action.

La trama vede la giovane Lucy costretta a fare da corriere per un potente cartello. Un giorno ingerisce accidentalmente una nuova sostanza sintetica che innesca in lei un processo di espansione mentale senza precedenti. Da vittima si trasforma in predatrice, capace di manipolare la realtà con poteri che sfidano le leggi della natura.

Besson costruisce un ritmo incalzante, alternando sequenze spettacolari a inserti didascalici che spiegano le trasformazioni della protagonista. L’azione è sostenuta da una Johansson magnetica, capace di rendere credibile la metamorfosi da ragazza impaurita a entità quasi divina. Freeman, nel ruolo dello scienziato Samuel Norman, offre il contrappunto razionale e fornisce il quadro teorico della vicenda.

A livello di gradimento, Google assegna una percentuale di 77% di giudizi positivi, Rotten Tomatoes di 67%, mentre IMDb un punteggio di 6,4/10. Realizzato con un budget di circa 40 milioni di dollari, questa produzione per il cinema ha ottenuto un successo internazionale straordinario, incassando oltre 460 milioni e diventando uno dei maggiori trionfi commerciali della carriera del regista.

Detto ciò, “Lucy” non è privo di limiti: la sceneggiatura, a tratti, indulge in semplificazioni e la componente scientifica è più suggestiva che realistica. Sul piano scientifico, infatti, la pellicola ha fatto discutere: la teoria secondo cui l’essere umano utilizzerebbe solo il 10% del cervello è in realtà una leggenda metropolitana, più adatta a un intreccio cinematografico che a un fondamento reale.

Tuttavia, il film riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a un mix di azione frenetica, atmosfere visionarie e riflessioni sull’evoluzione umana. Si può dire comunque che “Lucy” è un esperimento ambizioso che unisce cinema commerciale e aspirazioni autoriali.

Nonostante le forzature, resta dunque una delle opere più riconoscibili di Besson, capace di dividere critica e pubblico ma anche di far riflettere e fantasticare su argomenti controversi ma anche molto calati nella realtà.

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