Scopri la recensione e guarda il trailer di “Ovosodo” un film su Netflix che parla di giovani e ai giovani con grande intensità.
C’è un vero e proprio cult generazionale in streaming su Netflix. Un film che rappresenta una ventata di aria fresca nella cinematografia degli anni Novanta. Sicuramente sono tantissimi che l’hanno visto nella propria vita, ma ci sono ancora tanti che lo hanno sentito nominare ma che ancora non lo hanno mai potuto ammirare.
Si tratta di “Ovosodo”, un film apparentemente leggero ma che tratta di conflitti tra le classi sociali, soprattutto della difficoltà che derivano del cosiddetto “ascensore sociale” in un’Italia piena di contraddizioni.
Questa pellicola del 1997 di Paolo Virzì (“Caterina va in città”, “La pazza gioia” “Tutta la vita davanti“, “La prima cosa bella”, “Il capitale umano”) è stata prodotta da Rita Rusic e Vittorio Cecchi Gori e ha raggiunto un successo immediato sia per le tematiche trattate sia per come sono state messe in scena.
Il titolo fa riferimento a un rione della città di Livorno così definito per via delle maglie bianco-gialle indossate durante le gare remiere. Ma c’è anche una frase finale del film da cui il titolo allude, quella che recita “i sogni di gioventù che il protagonista non ha potuto rincorrere gli si ripresentano alla coscienza con una sensazione fisica di stretta alla gola come, dice lui, se avesse “mangiato un ovo sodo col guscio e tutto”.
La maggior parte degli attori che hanno preso parte al film erano debuttanti. Ci sono Edoardo Gabriellini (“Io sono l’amore”, “Tutta la vita davanti”), Regina Orioli (“Gallo cedrone”, “L’ultimo bacio”), Claudia Pandolfi (“Amore, bugie & calcetto”, “E’ per il tuo bene” “Ma cosa ci dice il cervello”), Marco Cocci (“Baciami ancora”), ma anche la già molto nota Nicoletta Braschi (“La vita è bella”, “Johnny Stecchino”).
Basterà guardare il trailer su YouTube per immergersi in un’atmosfera tipica degli anni Novanta, iconica per la sua moda e il suo stile ancora molto amato. Forse anche per questo il titolo è diventato un vero e proprio riferimento in fatto di film più conosciuti di quegli anni, capace di raccontare storie con realismo ed empatia.
Ovosodo Netflix
“Ovosodo” non a caso ha vinto il prestigioso Leone d’argento – Gran premio della giuria al Festival di Venezia, oltre a due David di Donatello e un Ciak d’oro. Su internet, la percentuale di utenti di Google che ha apprezzato il film è pari all’88%, mentre sui siti internazionali aggregatori di recensioni ha un punteggio di 7,3 su 10 su IMDB, mentre una percentuale dell’81% su Rotten Tomatoes.
Un buon apprezzamento anche su questo versante, dunque, per un film che scorre molto piacevole, incentrato sulla coralità e su una storia che riesce a unire bene commedia, romanticismo, dramma, anima e cuore.
La trama racconta una commedia dolceamara sull’educazione sentimentale, e non solo, di un adolescente come tanti altri.
Lui è Piero, soprannominato appunto Ovosodo, un ragazzino cresciuto in un quartiere popolare di Livorno. Il contesto nel quale si muove è quello fatto di ignoranza e degrado, dove le speranze di fare meglio nella vita sembrano poche.
Trova però un punto di riferimento nella sua professoressa, che in lui crede molto e, successivamente, in un ricco compagno. Tra illusioni e speranze tradite, tra amori e infatuazioni, la vita avrà finito di riservargli delle sorprese?
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