E se il vero fallimento fosse ottenere tutto ciò che si desidera? Un uomo che sembra aver raggiunto ogni traguardo scopre che il successo può trasformarsi nel punto di partenza di una crisi silenziosa e irreversibile in questo dramma sobrio e riflessivo di Netflix ispirato a un romanzo di successo.

Scritto e diretto da Nicole Holofcener, autrice nota per la sua capacità di raccontare le fragilità della borghesia americana con uno sguardo disincantato e profondamente umano, il titolo si inserisce perfettamente in questo percorso, offrendo un ritratto lucido e privo di indulgenza di un uomo alle prese con le conseguenze delle proprie scelte.

Cerca in streaming “La seconda vita di Anders Hill” (The Land of Steady Habits), uscito nel 2018 e presentato in anteprima al Toronto International Film Festival sul testo dell’omonimo libro di Ted Thompson. Al centro della trama la crisi dell’identità maschile nella maturità.

Il protagonista, Anders Hill, interpretato brillantemente da Ben Mendelsohn di ”L’ora più buia”, è un sessantenne che decide di abbandonare una vita apparentemente perfetta. Un matrimonio stabile, una carriera di successo, una posizione sociale consolidata. Tuttavia, dietro questa facciata si nasconde un senso di insoddisfazione.

La sua decisione di lasciare tutto non nasce da un evento traumatico. È piuttosto il risultato di un logoramento progressivo. Una crisi silenziosa. Alle soglie dei sessant’anni, infatti, sembra aver raggiunto tutto ciò che definisce il successo: una carriera brillante come consulente finanziario, una casa elegante in un quartiere esclusivo, una famiglia costruita nel tempo.

Eppure decide di spezzare questo equilibrio. Sceglie il pensionamento anticipato, mette fine al matrimonio e si ritrova, quasi all’improvviso, con giornate vuote e risorse economiche più limitate di quanto immaginasse. Privato delle certezze che avevano dato forma alla sua identità, Anders è costretto a fare i conti con se stesso.

Le crepe che aveva ignorato per anni riemergono, insieme a un senso di smarrimento che lo spinge a riconsiderare il proprio passato e le scelte fatte. Attraverso uno sguardo lucido e penetrante, la storia osserva da vicino il mondo delle élite suburbane americane, mettendone in luce contraddizioni e fragilità: relazioni costruite sull’apparenza, tradimenti più o meno espliciti, competizione sociale e una diffusa incapacità di affrontare i problemi reali, soprattutto quelli che riguardano i figli.

Allo stesso tempo, viene ritratto anche l’ambiente della finanza, protagonista di anni di espansione e poi simbolo di una crisi che ha lasciato segni profondi. Una commedia drammatica originale Netflix che alterna disincanto e momenti di leggerezza, fino a condurre il protagonista verso una scelta finale inattesa, che ridefinisce il senso stesso della sua esistenza.

La narrazione segue il suo tentativo di costruire una nuova esistenza. Anders si muove tra relazioni superficiali, tentativi di libertà e momenti di smarrimento. Il film, valutato in positivo dall’83% delle recensioni Rotten Tomatoes e con un punteggio di 6,2 su 10 su IMDb, evita qualsiasi idealizzazione della “seconda possibilità”.

La libertà che il protagonista cerca si rivela ambigua, non porta immediatamente a una maggiore consapevolezza quanto al contrario accentua il senso di vuoto. La narrazione si costruisce su episodi quotidiani. Incontri, dialoghi, situazioni apparentemente banali. È proprio in questa dimensione ordinaria che emerge il disagio del protagonista.

Il personaggio di Anders è complesso e, a tratti, difficile da empatizzare. Le sue scelte appaiono spesso egoiste. Tuttavia, è proprio questa ambiguità a renderlo interessante, osservandolo e mettendolo a confronto con le conseguenze delle sue azioni.

Il successo professionale non basta a garantire realizzazione personale, infatti il film riflette proprio sul concetto di stabilità, suggerendo che ciò che appare solido può rivelarsi fragile. E il titolo originale, “The Land of Steady Habits”, richiama proprio questa idea di routine e sicurezza, messa in discussione dal protagonista.

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