“Il cuore si spezzerà, eppur spezzato vivrà”. Ecco una citazione chiave di un titolo fantascientifico e dell’orrore cult di letteratura e cinema che torna sullo schermo in una nuova versione che fin dalle sue intenzioni invita a scavare nell’anima più fragile e tormentata di una creatura oscura.

Quest’opera del 2025, distribuita da Netflix, si ispira al celebre omonimo romanzo di Mary Shelley, ma lo rilegge attraverso lo sguardo poetico e malinconico di Guillermo del Toro, da sempre attratto dagli emarginati e dalle creature incomprese.

Parliamo del film ‘Frankenstein, sceneggiato, diretto e co-prodotto dal visionario cineasta messicano, autore capace di trasformare il fantastico in una profonda esperienza emotiva. Un progetto importante per la piattaforma di streaming, che ha visto la luce dopo diversi rinvii e solo in seguito alla vittoria agli Oscar di ‘Pinocchio’ dello stesso del Toro.

Il protagonista è il tanto acclamato Jacob Elordi, chiamato a dare corpo e anima a una delle figure più tragiche della letteratura. Accanto a lui, Oscar Isaac nei panni di Victor, Mia Goth, Felix Kammerer e David Bradley.

Come nel romanzo, al centro della storia c’è il dottor Victor Frankenstein, scienziato ossessionato dall’idea di sconfiggere la morte. Il suo esperimento più ambizioso lo porta a creare un essere vivente assemblando parti di corpi senza vita.

Ma ciò che nasce non è solo un miracolo scientifico, è una creatura sola, rifiutata e condannata a vivere ai margini. Diversamente da molte versioni del passato, il film però non si concentra soltanto sull’orrore, ma soprattutto sulla sofferenza.

La creatura non è un mostro nel senso tradizionale, ma una vittima. Il suo desiderio più grande non è distruggere, ma essere accettata. È proprio questo uno dei temi più potenti del film, ovvero il bisogno disperato di amore. Il regista, con la solita abilità e sensibilità, costruisce quindi un racconto che riflette sulla responsabilità della creazione.

Victor non è solo uno scienziato geniale, ma anche un padre incapace di amare ciò che ha generato. Ed è il suo rifiuto a generare l’irreparabile tragedia interiore. Con questo drammatico su Netflix d’autore ti sentirai subito immerso in un’estetica gotica e suggestiva, cifra stilistica inconfondibile del regista. Ombre, silenzi e ambientazioni cupe diventano infatti lo specchio della solitudine interiore dei personaggi.

L’amatissimo Jacob Elordi di pellicole come ‘Priscilla’, ‘Saltburn’ e ‘Cime tempestose’ rappresenta uno degli elementi più interessanti. Non è un caso che si sia aggiudicato il Critics’ Choice Award al migliore attore non protagonista e candidature a Golden Globe, BAFTA, Oscar e Actors Award. Il motivo è presto detto: affronta un ruolo oggettivamente complesso, fatto di dolore, rabbia e vulnerabilità, dando voce a una creatura che cerca il proprio posto nel mondo.

Ne scaturisce una nuova versione di ‘Frankenstein’ che non rappresenta soltanto un remake nel senso classico del termine, ma una vera reinterpretazione emotiva e moderna, parlando di diversità, rifiuto e identità, tutti temi oggi più attuali che mai.

Ancora una volta, del Toro dimostra la sua capacità di raccontare i mostri per parlare degli esseri umani. Perché, in fondo, questa storia drammatica che Netflix ti propone in visione vuole ricordare che il vero mostro non è sempre quello che ha un volto diverso. Ma quello che non sa amare.

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