E se un giorno trovassi una chiave misteriosa lasciata da una persona che non c’è più, cosa faresti? È proprio da questa domanda che prende forma un film del 2011 diretto da Stephen Daldry e tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer.

Questo su Netflix non è solo un film, è un viaggio emotivo che ti porta dentro le strade e le ferite di una New York segnata dall’11 settembre, attraverso gli occhi di un bambino che cerca risposte. È una storia di lutto, ma anche di speranza, di incontri che cambiano la vita e di quella forza silenziosa che ci spinge a ricominciare.

Guardarlo significa lasciarsi toccare da emozioni autentiche e scoprire che anche nelle tragedie più grandi può nascondersi un messaggio di umanità. Si intitola “Molto forte, incredibilmente vicino” (“Extremely Loud & Incredibly Close”), un film ora in streaming su Netflix, prodotto dalla Warner Bros. e dalla Paramount Pictures.

La pellicola affronta con grande sensibilità il tema del lutto, intrecciando una tragedia collettiva con la storia intima di una famiglia newyorkese. La trama ci porta nella New York segnata dall’11 settembre 2001, attraverso gli occhi di Oskar Schell, un bambino di nove anni estremamente intelligente e sensibile interpretato da Thomas Horn, che vive una profonda difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni, in parte legata a un disturbo assimilabile alla sindrome di Asperger.

Dopo aver perso il padre, Thomas Schell (interpretato da Tom Hanks), Oskar trova in un vaso una chiave che lo spinge a intraprendere un viaggio attraverso i cinque distretti della città, convinto che quel piccolo oggetto custodisca un messaggio speciale lasciato proprio dal genitore.

Questa ricerca si trasforma presto in una straordinaria odissea emotiva, in cui il bambino incontra persone sconosciute, ognuna portatrice di una storia e di una ferita, tra cui spicca la figura enigmatica e silenziosa interpretata magistralmente da Max von Sydow, candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Al suo fianco, un cast di grande spessore con Sandra Bullock (“Ricatto d’amore“, “La morte avrà i tuoi occhi“), Viola Davis (“Le regole del delitto perfetto“, “Ma Reiney’s Black Bottom“) e John Goodman (“Il Grande Lebowski“), mentre la sceneggiatura è firmata da Eric Roth, che riesce a condensare l’intensità del romanzo in un racconto cinematografico intimo e toccante.

La regia di Daldry, già autore di successi come “The Reader“, “The Hours” e “Billy Elliot”, guida lo spettatore con una sensibilità rara, alternando flashback emozionanti a momenti di scoperta e speranza, sostenuta da una fotografia calda e malinconica di Chris Menges.

A livello di apprezzamento da parte del web, su Google gli utenti lo hanno giudicato positivamente per il 61%, su Rotten Tomatoes di 44%, mentre su IMDb il punteggio relativo è di 6,9/10. Pur diviso tra chi lo ha trovato eccessivamente sentimentale e chi lo ha apprezzato per la sua delicatezza, questo titolo su Netflix ti invita a chiederti quanto lontano saresti disposto ad andare per sentirti di nuovo vicino a chi hai amato.

Di certo un’opera che può piacere agli amanti dei drammi americani un po’ meno conosciuti, ma con interpretazioni profonde e autentiche.

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