Ci sono dolori che sembrano impossibili da attraversare. Perdite che svuotano il presente e rendono il futuro irraggiungibile. Esistono momenti fragili in cui tutto sembra fermo, ma qualcosa anche di inatteso può riaccendere il desiderio di vivere. Perché, a volte, è proprio nei momenti più difficili che si nasconde l’inizio di qualcosa di nuovo.

In streaming su Netflix un drammatico del 2021 da riscoprire, delicato e sincero, che porta i volti di Melissa McCarthy e Chris O’Dowd. Distribuito in Italia dalla piattaforma statunitense, il suo titolo è “Il nido dello storno”,“The Starling” nella versione originale, diretto da Theodore Melfi e co-prodotto da Limelight e Entertainment One.

Proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, viene giudicato dal pubblico del web con un gradimento di 72% su Rotten Tomatoes, contro quello della critica pari al 19%, e su IMDb con un punteggio di 6,4 su 10.

Tra dramma e speranza, questa pellicola segue la vicenda di Lilly e Jack, una coppia segnata da una perdita devastante che ha incrinato profondamente il loro equilibrio. La loro figlioletta è morta e la sofferenza è insopportabile.

Il dolore si manifesta in modo diverso per entrambi: Jack sceglie di affrontarlo in una struttura di supporto psicologico con il desiderio di allontanarsi da tutto e tutti, moglie compresa, mentre Lilly resta a casa, cercando di mantenere una parvenza di normalità. Ma la normalità, ormai, non esiste più.

È proprio nella solitudine della sua quotidianità che la donna si imbatte in un elemento tanto banale quanto simbolico, ovvero uno storno di uccelli aggressivi che ha costruito il suo nido nel giardino di casa. L’uccello diventa così presto una presenza costante e disturbante, quasi una metafora vivente del caos emotivo che la protagonista sta attraversando.

Nel tentativo di liberarsi dello storno, Lilly intraprende un percorso che la porta lentamente a confrontarsi con il proprio dolore. Quella che inizialmente appare come una lotta contro un animale si trasforma in un viaggio interiore, fatto di resistenza, frustrazione e, infine, accettazione.

Noterai in questa opera drammatica e suggestiva che il lutto viene raccontato senza facili conclusioni. “Il nido dello storno” evita facili consolazioni e si concentra invece sulle difficoltà reali dell’elaborazione della perdita.

Il rapporto tra Lilly e Jack diviene dunque centrale in una situazione delicata come questa. Due persone che si amano ma che, di fronte al trauma, sembrano parlare linguaggi diversi. La distanza tra loro non è fatta di conflitti espliciti, ma di incomprensioni silenziose e incapacità di condividere il dolore.

L’incontro con un eccentrico terapeuta, magistralmente interpretato da Kevin Kline, apprezzato anche nel dramma storico “The Cospirator“, e figura chiave nel percorso di Lilly, introduce elementi di leggerezza, creando un equilibrio tra momenti drammatici e spunti più ironici. Supportati anche dal volto inconfondibile di Melissa McCarthy (“Una mamma per amica” e “Mike & Molly”), la quale offre una performance intensa e sorprendente, lontana dai suoi ruoli comici più noti.

Il suo personaggio è fragile ma resistente, segnato dal dolore ma ancora capace di trasformarlo. Ci pensa anche Chris O’Dowd a interpretare con delicatezza un uomo che cerca di ricostruirsi pezzo dopo pezzo, mostrando un lato vulnerabile e autentico.

La regia, poi, accompagna la storia con sensibilità senza mai forzare le emozioni. Il ritmo è misurato, lasciando spazio ai silenzi e ai piccoli gesti quotidiani che raccontano più di molte parole. Questo drammatico da scoprire su Netflix è dunque un film che parla di perdita, ma soprattutto di possibilità. Della capacità di trovare un senso anche quando tutto sembra spezzato.

Un messaggio quest’ultimo necessario da ricordare a tutti coloro che si sono ritrovati in una situazione devastante emotivamente senza mai perdere quel barlume di speranza per andare avanti nella vita.

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