Scopri la storia vera di Philippe Petit in The Walk un biopic sorprendente su Netflix: un viaggio appassionante tra vertigine, arte e coraggio assoluto.
C’è un momento, mentre guardi questo film su Netflix, in cui ti ritrovi a trattenere il respiro senza accorgertene. Ti ritrovi lì insieme al protagonista, sospeso in aria con tutti i tuoi pensieri, con te stesso e basta. Mentre il mondo intero ti guarda e freme per te.
Non sei più soltanto uno spettatore: sei un testimone silenzioso, con il cuore che batte all’unisono con quello di Philippe Petit. Un nome, questo, che può risultare sconosciuto ai più e per questo ancora più interessante da scoprire viste le sue eccezionali doti e la sua temibile prova che nel 1974 ha scosso New York e non solo.
Diretto da Robert Zemeckis, coprodotto dalla TriStar Pictures, si intitola “The Walk” questo drammatico biografico che ricostruisce l’impresa più audace mai realizzata da un funambolo: l’attraversamento illegale, nel 1974, del vuoto tra le Torri Gemelle del World Trade Center su di un cavo d’acciaio senza protezioni.
Circa 45 interminabili minuti di cammino avanti e indietro, di sosta in ginocchio per guardare verso il basso a oltre 400 metri di altezza. Un atto illegale, poetico, surreale. Un gesto di pura follia e arte insieme.
Si tratta della terza opera cinematografica sull’impresa del funambulo francese, dopo il cortometraggio del 1984 “High Wire” e il documentario che vince l’Oscar nel 2009 “Man on Wire – Un uomo tra le Torri”.
Oltre la ricostruzione dell’evento storico, questa pellicola del 2015, il cui soggetto deriva dalla biografia dello stesso Petit, costruisce un mito, restituendogli una dimensione quasi spirituale. E’ il racconto della vita di un uomo che rifiuta i limiti e sceglie di trasformare l’impossibile nella sua personale verità.
Joseph Gordon-Levitt, già apprezzatissimo in altri titoli come “7500” e “Inception”, dà qui vita a un Petit magnetico, ossessivo, luminoso. La sua interpretazione è un atto d’amore verso un personaggio unico, un artista che vive solo nel momento in cui sfida la gravità.
Il suo accento francese, il suo entusiasmo contagioso, la sua fragilità mai ostentata: tutto contribuisce a far emergere un protagonista che non cerca la gloria, ma il sublime. È un uomo che chiede al mondo di guardare verso l’alto. Accanto a lui Charlotte Le Bon (di “Amore, cucina e curry“) e Ben Kingsley.
A differenza dei biopic classici, questo dramma che Netflix ti propone in visione non procede in modo lineare. Alterna memorie della sua storia personale, metafore, momenti di pura visionarietà. Il racconto è filtrato dallo stesso Petit, che si rivolge direttamente a te dalla cima della Statua della Libertà.
Non è un film sulla fama, né sul pericolo. È un film sulla vocazione. Su quella forza inspiegabile che trascina alcune persone verso qualcosa che il resto del mondo non può comprendere. Zemeckis sfrutta necessariamente il 3D e gli effetti visivi digitali per trascinarti laddove non avresti mai creduto di poterti trovare: nel pieno di un cielo sospeso tra due grattacieli.
La scenografia, la fotografia e l’uso del silenzio diventano inesorabilmente strumenti emotivi potentissimi. La vertigine è reale, fisica. Ma è soprattutto metaforica: il film ti chiede cosa sei disposto a rischiare per ciò che ami. E fa registrare un gradimento su Google del 74%, su Rotten Tomatoes dell’83%, mentre un punteggio di 7,3/10 su IMDb.
Uno degli aspetti più toccanti del film è la sua forza di non indugiare mai sulla tragedia futura che attanaglierà il mondo: le torri appaiono come simboli di meraviglia, di architettura e di libertà. Zemeckis le celebra attraverso la poesia dell’impresa di Petit, restituendo loro un’immagine luminosa, quasi sacra.
E quindi, guardando quest’opera su Netflix, potresti ritrovarti a chiedere: ma cos’è davvero il coraggio? È andare incontro alla paura o accettare che la paura faccia parte del cammino? È arte pura o follia lucida? Non troverai risposte, ma sarai messo nella condizione di trovarne di tue, sospeso come Petit su quel filo sottilissimo tra vita e sogno.
Se sarà questa la tua prossima visione, sappi di certo che si tratta di un vero omaggio all’audacia umana, alla poesia dell’impossibile e alla fragile grandezza delle cose che si scelgono di fare contro ogni apparente logica.
