Cerchi un thriller psicologico che ti tenga col fiato sospeso? Guarda Il figlio su Netflix, un film intenso, avvincente e carico di suspense.

Si chiama Il figlio (nella versione originale El Hijo), ed è il film Netflix che ti lascerà di stucco con il suo finale davvero inaspettato. La produzione è argentina, e la pellicola è tratta dal libro intitolato Una madre protettiva, di Guillermo Martínez, famoso matematico (anche docente nella prestigiosa Università di Oxford) che si è dedicato con successo alla scrittura di thriller.

La regia è di Sebastián Schindel, molto amante di questo romanziere, che ha infatti riadattato per il grande schermo anche un altro racconto di Martínez: La lenta fine di Luciana B. è diventato il film La ira de Dios, anche questo presente su Netflix.

Il figlio è un avvincente thriller psicologico che punta l’obiettivo della videocamera, e della storia, sulle drammatiche conseguenze della manipolazione.

Gli spettatori, durante la visione, vengono permeati dal dubbio: il protagonista è in grado di discernere la realtà dalla fantasia? Sta davvero vivendo tutto quello che dice o è tutto frutto dell’instabilità psicologica nella quale sta inevitabilmente sprofondando?

La visione del film è vietata ai minori di 14 anni, e consigliata dai 16, proprio per la delicatezza e drammaticità di alcuni passaggi.

Protagonista è una coppia di coniugi il cui rapporto cambia completamente quando arriva un figlio.

“Lui” è Joaquín Furriel, attore argentino che potremmo definire “specializzato in thriller”. È molto noto in madrepatria per le sue interpretazioni in El patrón, radiografía de un crimen, Box 314: La rapina di Valencia e Don Juan y su bella dama.

Su Netflix lo possiamo ammirare in due pellicole di grande successo: Il Faro delle Orche e L’albero di sangue, accanto alla star della serie tv La Casa di Carta, Úrsula Corberó.

Nella storia de Il Figlio, invece, la sua compagna di avventure è la scandinava Heidi Toini,  dalla lunga carriera teatrale e nota tra gli appassionati di cinema per i suoi ruoli nei film The Cave – Discesa Mortale e Late Summer.

Da evidenziare, anche la presenza di Martina Gusmàn, attrice e produttrice cinematografica, anche lei originaria di Buenos Aires. È sposata con il regista Paolo Tapero, del quale ha interpretato i maggiori lavori. L’esordio è avvenuto con Nacido y criado, in concorso alla I edizione della Festa del cinema di Roma. Ma il suo talento è stato consacrato con il titolo successivo, Leonera, in concorso al 61º Festival di Cannes e che le vale svariati premi internazionali.

Andiamo a scoprire quali sono i dettagli della storia che legano le interpretazioni di questi talentuosi artisti…

Il figlio

Guarda il trailer e leggi la trama

Lorenzo è un brillante pittore bohémien che per le sue opere astratte prende ispirazione dalla rappresentazione grafica degli esperimenti della sua compagna, la biologa scandinava Sigrid.

I due sono felici e innamorati, nonostante le difficoltà dell’uomo a guadagnarsi da vivere col lavoro di artista. Ad un certo punto della loro storia, la donna rimane incinta, e qualcosa cambia.

Rivela immediatamente un’indole iper-controllante, e gestisce la gravidanza in completa autonomia, ignorando qualunque parere medico e somministrandosi terapie legate a problematiche che si è autodiagnosticata.

Intanto Lorenzo viene sempre di più escluso dalle decisioni e dai momenti della genitorialità, al punto che gli viene anche impedito di essere presente al momento del parto. L’unica persona ammessa è un’inquietante levatrice conterranea di Sigrid, che anni prima fece nascere la donna.

Le cose precipitano quando il bambino viene al mondo. Il neonato è cresciuto sotto chiave, senza mai vedere la luce del sole e senza mai seguire, per lo svezzamento o i malanni, il parere di un pediatra.

Quando sopraggiunge per lui una febbre improvvisa, Lorenzo lo porta in ospedale contro il pare della madre che, nel tentativo di ostacolarlo, si ferisce.

L’uomo viene accusato di violenza domestica e allontanato dalla propria casa e dal figlio, così ripara da una coppia d’amici, Renato e Julieta, un’avvocatessa con la quale Lorenzo aveva avuto una relazione in passato.

Passati 90 giorni, Lorenzo può rivedere suo figlio, ma il bambino che gli viene presentato al ritorno a casa sua non sembra avere le sembianze del suo piccolo…

Chi ha ragione: Lorenzo o Sigrid? È la donna ad essere impazzita o è lui che, scivolando sempre di più nell’instabilità psicologica, confonde realtà e fantasia?

Lo scopriremo solo guardando Il figlio, fino all’ultima scena. Solo su Netflix.

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