Se stai cercando su Netflix un thriller psicologico capace di prenderti subito e non lasciarti respirare per tutta la durata, questo è uno di quei film da recuperare quando hai voglia di una serata di cinema vera, intensa, senza il rischio di perdere mezz’ora a scorrere titoli senza decidere cosa vedere. Qui la tensione non nasce da un mistero da risolvere o da un assassino da smascherare: nasce da un uomo che continua a fare la scelta sbagliata proprio quando avrebbe la possibilità di fermarsi.
“Diamanti grezzi”, disponibile su Netflix, è un film del 2019 diretto da Josh Safdie e Benny Safdie, prodotto da Scott Rudin Productions, Elara Pictures e Sikelia Productions. Dura 135 minuti, ma ha un ritmo talmente nervoso da farli percepire in modo quasi diverso. A guidarlo c’è Adam Sandler, lontanissimo dalla commedia che ha segnato buona parte della sua carriera, affiancato da Julia Fox, LaKeith Stanfield, Idina Menzel e dalla star NBA Kevin Garnett, che interpreta se stesso.
Howard Ratner è un gioielliere nel Diamond District di New York, vende pietre preziose a clienti facoltosi, conosce persone, promette, contratta, sposta denaro. E soprattutto scommette. Il problema è che per Howard la scommessa non è un passatempo. È quasi un modo di stare al mondo.
Quando entra in possesso di un raro opale proveniente dall’Etiopia, vede davanti a sé l’occasione capace di sistemare finalmente conti, debiti e creditori. Naturalmente accade il contrario. Ogni possibile soluzione diventa per lui il punto di partenza per un nuovo rischio, una nuova puntata, un altro giro di quella spirale che i fratelli Safdie trasformano in cinema.
Raccontare molto altro significherebbe togliere forza a un film che vive soprattutto sulla sensazione di trovarsi accanto a Howard mentre prende decisioni sempre più azzardate.
La regia lavora proprio su questa vicinanza. Le persone parlano contemporaneamente, i telefoni squillano, qualcuno entra mentre qualcun altro cerca di uscire, i debiti passano da una mano all’altra. La macchina da presa segue Howard attraverso negozi, corridoi, automobili e locali di una New York che sembra incapace di concedergli un solo momento di silenzio.
È il contrario del thriller elegante e controllato. Diamanti grezzi cerca deliberatamente il caos.
Anche il suono contribuisce in maniera decisiva. Dialoghi sovrapposti e rumori ambientali costruiscono una pressione continua, mentre la colonna sonora elettronica di Daniel Lopatin, conosciuto anche come Oneohtrix Point Never, spesso non accompagna semplicemente ciò che accade: sembra spingere la scena verso un livello ancora maggiore di instabilità. The Guardian ha sottolineato proprio quanto la musica riesca ad amplificare il mondo nervoso e imprevedibile del protagonista.
E poi c’è Adam Sandler. Chi lo associa soprattutto a 50 volte il primo bacio, Un weekend da bamboccioni o Mia moglie per finta potrebbe quasi impiegare qualche minuto a riconoscerlo. Non perché cambi fisicamente in maniera radicale, ma perché cambia completamente energia.
Howard parla troppo, si muove continuamente, mente, persuade, promette. Sandler riesce però a evitare che diventi semplicemente un personaggio irritante. C’è qualcosa di magnetico nella sua ostinazione. Anche quando capisci perfettamente che dovrebbe fermarsi, una parte di te vuole vedere fino a dove riuscirà a spingersi.
La critica internazionale ha considerato quella interpretazione una delle migliori della sua carriera. The Guardian parlò apertamente di una prova da “career-best”, mentre il consenso critico di Rotten Tomatoes individua proprio nella performance drammatica di Sandler uno dei punti di forza principali del film.
Il confronto più naturale è con Good Time, il precedente film dei Safdie con Robert Pattinson. Tema un po’ diverso ma anche lì New York diventava il territorio di una lunga caduta, abitata da personaggi convinti di poter risolvere un problema provocandone immediatamente un altro. In Diamanti grezzi quel meccanismo viene portato quasi al limite.
La dipendenza dal gioco è infatti raccontata senza spiegazioni didascaliche. Howard non sembra cercare soltanto i soldi. Cerca il momento che precede la vittoria, quella scarica di possibilità nella quale tutto potrebbe improvvisamente cambiare.
Ed è probabilmente questa la parte più inquietante del film. Non stai guardando un uomo che non comprende il pericolo ma qualcuno che lo comprende benissimo e decide comunque di rilanciare.
I giudizi confermano quanto il film abbia colpito soprattutto la critica. Rotten Tomatoes registra il 91% di recensioni professionali positive, mentre il gradimento del pubblico si ferma al 52%. Metacritic assegna addirittura 93/100, definendo l’accoglienza della critica “universal acclaim”, mentre su IMDb il voto degli utenti è 7,4/10 su circa 360 mila valutazioni.
Quella distanza tra critica e pubblico non sorprende. Diamanti grezzi può essere stancante, rumoroso, persino irritante. Non cerca quasi mai di metterti comodo.
Ma se per la tua serata vuoi un film thriller che abbia personalità, un grande protagonista e una regia capace di trasformare l’ansia in linguaggio cinematografico, questo è uno di quei titoli che vale davvero la pena recuperare.
Su Netflix non troverai una visione rilassante. Troverai però un film che, una volta entrato nel ritmo di Howard Ratner, difficilmente riuscirai a guardare con distacco.
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