Hai voglia di un thriller psicologico su Netflix che ti costringa a cambiare idea più volte su ciò che stai vedendo? “Fractured” parte da una situazione semplicissima, quasi quotidiana, e la trasforma progressivamente in un dubbio che riguarda non soltanto i personaggi ma anche lo spettatore: ciò che sta accadendo è reale oppure stiamo osservando gli eventi attraverso una percezione deformata?
Uscito nel 2019, prodotto da Koji Productions, Macari/Edelstein e Paul Schiff Productions e distribuito da Netflix, il film dura circa 100 minuti ed è diretto da Brad Anderson, regista che con il thriller psicologico ha una certa familiarità. Prima di arrivare qui aveva infatti firmato Session 9, L’uomo senza sonno, Transsiberian e The Call. Titoli diversi, ma accomunati dal gusto per personaggi messi sotto pressione e realtà che sembrano improvvisamente perdere consistenza.
A interpretare Ray Monroe è Sam Worthington, attore australiano conosciuto soprattutto per Avatar e Terminator Salvation. Accanto a lui troviamo Lily Rabe, volto familiare agli appassionati di serie grazie ad American Horror Story e The Undoing – Le verità non dette, mentre Stephen Tobolowsky interpreta uno dei medici dell’ospedale.
Ray sta viaggiando con la moglie Joanne e la figlia Peri quando una sosta lungo la strada si trasforma in un incidente. La bambina si fa male e i genitori decidono di portarla al pronto soccorso più vicino. Fin qui, nulla che sembri uscire dai confini di un dramma familiare.
Poi moglie e figlia scompaiono.
Ray le ha viste entrare nei reparti. Ne è sicuro. Il problema è che il personale dell’ospedale sostiene che quelle due persone non siano mai arrivate.
È in quel momento che Brad Anderson comincia davvero a giocare con lo spettatore. L’ospedale diventa un luogo impersonale, pieno di corridoi, porte, moduli, medici che sembrano sapere qualcosa e impiegati che continuano a rispondere secondo procedure burocratiche. Potrebbe esserci una cospirazione. Oppure potrebbe esserci qualcosa che non funziona nella memoria di Ray.
La forza di Fractured sta soprattutto qui: nel modo in cui ti costringe a scegliere continuamente di chi fidarti.
Non è un meccanismo nuovo. Il cinema ha costruito molti thriller sul narratore inaffidabile e sulla percezione alterata della realtà. Anderson lo sa e non tenta neppure di nasconderlo. Piuttosto utilizza quella tradizione per creare un racconto paranoico che ricorda, per alcuni aspetti, Coma profondo di Michael Crichton, dove proprio un ospedale diventava il centro di un mistero progressivamente più inquietante.
C’è anche qualcosa del cinema di Alfred Hitchcock, soprattutto nell’idea della persona scomparsa che tutti gli altri sembrano negare sia mai esistita. Non a caso IndieWire ha accostato il film a La signora scompare, pur giudicando molto più debole il risultato raggiunto da Anderson.
La regia lavora invece molto bene sull’ambiente. La fotografia di Björn Charpentier sceglie tonalità fredde, grigie, quasi scolorite. L’esterno è altrettanto ostile: strade deserte, cielo invernale, stazioni di servizio isolate. Non c’è quasi mai un luogo nel quale Ray possa sentirsi veramente al sicuro.
Sam Worthington porta sulle spalle quasi tutto il film. La sua interpretazione deve mantenere una condizione difficile: Ray deve apparire abbastanza convincente da permetterci di credere alla sua versione, ma anche sufficientemente instabile da farci dubitare di lui. È proprio la sua prova uno degli elementi che Rotten Tomatoes salva maggiormente nel giudizio complessivo sul film.
Fractured non è però un thriller perfetto. Alcuni passaggi sono prevedibili per chi frequenta molto il genere e la sceneggiatura di Alan B. McElroy insiste talvolta troppo nel mettere indizi davanti allo spettatore. Anche la critica internazionale si è divisa parecchio.
Su Rotten Tomatoes il film registra oggi il 56% di recensioni positive da parte della critica e il 53% nel gradimento del pubblico. IMDb gli assegna invece 6,5/10, mentre Metacritic è molto più severo con un Metascore di appena 36/100.
Se cerchi un thriller sofisticato o particolarmente originale, probabilmente troverai opere migliori. Ma se la tua serata richiede un film compatto, teso e costruito attorno a una domanda che continua a cambiare significato, su Netflix Fractured funziona ancora bene.
Il consiglio, però, è uno solo: evita qualsiasi anticipazione sul finale. Gran parte del divertimento sta proprio nel decidere, scena dopo scena, se fidarti di Ray oppure di tutti gli altri.
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