Se stasera cerchi su Netflix un thriller psicologico che provi a fare qualcosa di diverso dal solito gioco di suspense e colpi di scena, “The Strays” può essere un titolo interessante da recuperare. È un film che usa la tensione per parlare anche di identità, appartenenza e paura di perdere la vita che ci si è costruiti, con un’atmosfera britannica fredda e controllata che contribuisce molto al senso di disagio.
Uscito nel 2023, dura circa 100 minuti ed è scritto e diretto da Nathaniel Martello-White, qui al debutto nel lungometraggio. La produzione è firmata da Air Street Films e The Bureau, mentre Netflix lo distribuisce a livello internazionale. Nel cast ci sono Ashley Madekwe, Bukky Bakray, Jorden Myrie, Samuel Small, Maria Almeida e Justin Salinger.
The Strays usa il genere da thriller paranoico, per osservare il rapporto tra identità, classe sociale e desiderio di appartenenza.
Neve vive in una tranquilla cittadina inglese, dirige una scuola privata e ha costruito intorno a sé un’esistenza ordinata, agiata e apparentemente perfetta. La casa, il lavoro, la famiglia e il ruolo sociale restituiscono l’immagine di una donna pienamente integrata nel mondo che ha scelto.
L’arrivo di due giovani sconosciuti incrina però quella sicurezza. Neve comincia a notarli sempre più spesso, mentre la loro presenza diventa difficile da ignorare e il confine tra paranoia, minaccia e memoria si fa progressivamente meno chiaro. Da qui il film costruisce una tensione che non riguarda soltanto ciò che sta accadendo, ma anche ciò che la protagonista ha cercato di lasciare alle spalle.
Ashley Madekwe, già vista nelle serie Revenge e Tell Me a Story, sostiene gran parte del racconto con un’interpretazione giocata sul controllo. La sua Neve cerca continuamente di mantenere intatta l’immagine che ha costruito, anche quando i segnali intorno a lei diventano sempre più difficili da contenere.
La regia di Nathaniel Martello-White cambia più volte prospettiva e prova a mostrare la vicenda da angolazioni differenti. La scelta aiuta a evitare una struttura troppo prevedibile, ma rende il film anche irregolare e, in alcuni passaggi, meno incisivo di quanto potrebbe essere.
La critica internazionale si è infatti divisa. Rotten Tomatoes registra il 54% di recensioni professionali positive e un più basso 27% di gradimento del pubblico. Metacritic assegna 58/100, mentre su IMDb il voto degli utenti si ferma a 4,9/10.
Empire ha apprezzato soprattutto le interpretazioni e alcune scelte narrative, pur evidenziando i limiti della sceneggiatura. The Guardian è stato invece più severo, criticando la difficoltà del film nel trovare un equilibrio tra suspense e temi sociali. Altre recensioni hanno riconosciuto all’esordio di Martello-White almeno il merito di tentare una strada meno convenzionale rispetto al thriller domestico classico.
Ed è probabilmente proprio così che va affrontato. The Strays non è un film perfetto e alcune svolte possono lasciare perplessi, ma possiede un’identità precisa e una protagonista difficile da decifrare. Il suo interesse non sta tanto nel capire chi rappresenti la minaccia, quanto nel vedere cosa accade quando una persona non riesce più a tenere separati il presente che ha costruito e il passato dal quale ha cercato di allontanarsi.
Se quindi su Netflix cerchi un thriller lineare e immediato, ci sono scelte più semplici. Se invece vuoi recuperare un film britannico inquieto, capace di dividere e di lasciare qualche domanda anche dopo la visione, “The Strays” può meritare una seconda chance.
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