Scopri su Netflix un film provocatorio che ribalta i ruoli di genere e ci costringe a riflettere sul sessismo con ironia e sguardo femminista.

Per gli amanti delle commedie che fanno riflettere, ecco una proposta interessante e poco conosciuta che Netflix mette a disposizione dei suoi abbonati.

In un mondo dove il potere ha un solo volto, un uomo abituato ai privilegi si ritrova improvvisamente dall’altra parte del sistema, costretto a confrontarsi con dinamiche che prima ignorava o dominava. Inizia così un viaggio surreale e rivelatore, dove ogni gesto quotidiano diventa lo specchio di una società rovesciata, ma fin troppo familiare.

Cosa accadrebbe se il mondo fosse ribaltato e il patriarcato lasciasse il posto a un sistema dominato dalle donne? È questa la provocazione di fondo che anima la pellicola “Non sono un uomo facile” (“Je ne suis pas un homme facile”), una produzione francese scritta e diretta da Éléonore Pourriat, disponibile in streaming dal 2018.

La trama è tanto semplice quanto efficace: Damien, interpretato da Vincent Elbaz, è un uomo incallitamente maschilista, sicuro del proprio privilegio e abituato a muoversi con disinvoltura in una società che sembra cucita su misura per lui.

Ma un giorno, dopo aver sbattuto la testa contro un palo, si risveglia in una realtà alternativa in cui tutto è capovolto: le donne occupano ruoli di potere, dettano le regole del gioco sociale e sessuale, e gli uomini subiscono quotidianamente quelle stesse dinamiche di discriminazione che prima infliggevano.

La regista, già autrice del cortometraggio virale “Oppressed Majority”, parte da uno spunto quasi da commedia degli equivoci per portare avanti una riflessione satirica sul sessismo sistemico e sulle dinamiche di genere.

La forza del film sta infatti proprio nella sua capacità di usare il ribaltamento dei ruoli come lente d’ingrandimento: lo spettatore si trova di fronte a situazioni che, nel mondo reale, spesso passano inosservate ma che, grazie a questo cambio di prospettiva, risultano improvvisamente assurde e ingiuste.

Molto interessante è anche la figura di Alexandra (Marie-Sophie Ferdane), la controparte femminile del protagonista: è una scrittrice affermata, libera, dominante, a tratti cinica, che incarna un modello di potere femminile volutamente caricato.

Tra i due si instaura un rapporto complesso, che oscilla tra attrazione e scontro ideologico, e che permette al film di esplorare anche il tema della decostruzione dell’identità maschile.

Per quanto riguarda il gradimento sul web, gli utenti di Google hanno valutato positivamente questo titolo per l’82%, sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il valore è 72%, infine su IMDb il punteggio relativo corrisponde a 6,3 su 10.

Dal punto di vista narrativo, “Non sono un uomo facile” su Netflix si muove con fluidità, anche se in alcuni momenti rischia di scivolare nella semplificazione. La satira, pur brillante, a tratti perde mordente, e il finale, volutamente aperto, lascia spazio a interpretazioni personali.

Tuttavia, il film riesce nel suo intento principale: mettere lo spettatore davanti a uno specchio deformante che riflette la realtà quotidiana, facendo riflettere lo spettatore su una domanda: fino a che punto si è davvero pronti a cambiare le regole del gioco?

Già da un primo sguardo al trailer sul canale ufficiale di Netflix Francia su Youtube è possibile avere una prima impressione di questa commedia sociale intrigante e riflessiva, che gioca con i cliché per smascherarli, e che usa il sorriso per stimolare la riflessione.

Un film che, pur con qualche ingenuità, riesce a proporre un discorso femminista accessibile e stimolante, adatto a un pubblico ampio, senza rinunciare a una certa dose di provocazione.

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