Cosa faresti se il tempo ti offrisse una seconda possibilità? Quando la vita ti costringe a riaprire una porta che avevi chiuso, convinto di aver dimenticato ciò che c’era dentro? Convivere con il passato e scoprire che a volte l’amore non finisce: semplicemente cambia forma, si trasforma, si nasconde dietro gesti quotidiani e sguardi sospesi.
Ecco su Netflix una commedia romantica del cinema italiano che ti prende se hai amato davvero e sai che, a volte, il cuore ha bisogno di tornare sui propri passi per poter andare avanti.
Si intitola “30 notti con il mio ex”, uscito ad aprile 2025, coprodotto da Colorado Film Production e Netflix, e accolto in maniera piuttosto positiva dalla critica. Per il pubblico che si esprime sul web, invece, abbiamo un 65% di gradimento su Google e un 5,7/10 su IMDb.
Dopo aver esplorato le sfumature della commedia in titoli come “Belli di papà”o quelli del noir con la serie “Quo vadis, baby?”, Guido Chiesa torna con questa pellicola romantica dal retrogusto malinconico che riflette sulla complessità dei legami e sulla possibilità di ricominciare.
Un film che ti accompagna in quel luogo fragile dove l’amore non è più sogno né abitudine, ma un incontro tra due persone che provano, ancora una volta, a riconoscersi. È un viaggio tra ferite e tenerezza, tra silenzi che pesano e parole che liberano, dove ogni notte può essere l’ultima o forse la prima di un nuovo inizio.
Non ti impressionerà con trame sorprendenti né con colpi di scena, quanto piuttosto con la verità delle emozioni, ricordandoti che nessuna notte è uguale all’altra, soprattutto quando si condivide con chi, in qualche modo, ci ha cambiato la vita.
Protagonisti del film sono due grandi nomi del cinema italiano degli ultimi anni: Edoardo Leo e Micaela Ramazzotti, il primo apprezzatissimo in produzioni quali “Il clandestino” o “Che vuoi che sia”, la seconda sempre incisiva in titoli come “Qualcosa di nuovo” e “Gli anni più belli”.
Ancora una volta due interpreti che portano sullo schermo un’alchimia autentica e misurata, capace di alternare momenti di leggerezza a una profonda introspezione emotiva. Leo interpreta Bruno, un uomo che vive con la figlia adolescente Emma (Gloria Harvey) e da tempo in una routine lavorativa ansiosa, lontano dall’ex Terry, ricoverata in una clinica psichiatrica dopo un periodo difficile.
Quando i medici le concedono un permesso terapeutico, lui accetta, non senza esitazioni, di ospitarla per 30 notti, in quella che diventa un’esperienza tanto inaspettata quanto trasformativa. La premessa è semplice, ma Chiesa la trasforma in un racconto intimo e sincero, in cui ogni notte diventa un piccolo passo verso la guarigione.
L’amore, in “30 notti con il mio ex” su Netflix, non è un colpo di fulmine né una favola: è una convivenza fragile tra passato e presente, tra ciò che si è stati e ciò che si può ancora essere. Il film trova la sua forza nella scrittura dei dialoghi, realistici e mai artificiosi, e nella direzione attenta ai dettagli domestici.
La regia di Chiesa evita comunque di trascinarti in una visione piena di sentimentalismo facile e sceglie invece un tono misurato, accompagnato da una fotografia calda e morbida che amplifica il senso di intimità. Il ritmo del racconto è dolce, quasi sospeso, come se le notti trascorressero davvero lentamente, portando con sé il peso e la leggerezza di un sentimento che non si arrende.
Pur muovendosi nei territori della commedia romantica, si conferma un’opera che affronta con rispetto e discrezione, anche con il sorriso, temi profondi come la malattia mentale, la cura reciproca e la resilienza dell’amore. E lo fa senza retorica, ma con una sincerità che disarma.
