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Home » Stasera in TV » Netflix » Film Netflix

Quattro metà, su Netflix una commedia romantica italiana che gioca con il destino

30 Dicembre 2025di Lino Sorrentini
Ilenia Pastorelli, Matteo Martari, Matilde Gioli e Giuseppe Maggio
Ilenia Pastorelli, Matteo Martari, Matilde Gioli e Giuseppe Maggio

Una commedia italiana disponibile su Netflix che osserva l’amore come un esperimento fatto di possibilità e sliding doors emotive.

A volte l’amore assomiglia più a un esperimento che a una promessa. Si osserva, si misura, si cambia variabile e si guarda cosa succede. “Quattro metà”, disponibile su Netflix da gennaio 2022, nasce proprio da questa intuizione: trasformare le relazioni sentimentali in un gioco di ipotesi, alternative e destini paralleli. Non un film che cerca risposte definitive, ma una commedia romantica che preferisce restare nel dubbio, suggerendo che ogni storia d’amore è figlia di una scelta minima, spesso casuale.

Il film, un po’ nascosto nell’immenso catalogo di Netflix, costruisce la propria struttura come una sorta di laboratorio sentimentale. Quattro personaggi, quattro personalità molto diverse, due possibili combinazioni amorose. Prima la rassicurante teoria del “chi si somiglia si piglia”, poi l’attrazione degli opposti. Nessuna delle due viene elevata a verità assoluta. Tutto resta sospeso, come se l’amore fosse una sequenza di sliding doors emotive.

Alla regia c’è Alessio Maria Federici, che dopo Stai lontana da me e Fratelli unici prosegue il suo percorso nel cinema sentimentale leggero, puntando su ritmo e dialoghi più che su colpi di scena. La produzione, firmata da Cattleya e Bartlebyfilm, con Vision Distribution, conferma la volontà di intercettare un pubblico giovane, abituato allo streaming e a storie che parlano il linguaggio dell’incertezza emotiva contemporanea. La sceneggiatura è tratta dal romanzo di Martino Coli, qui anche autore del copione.

A incarnare queste traiettorie sono Matilde Gioli, Ilenia Pastorelli, Matteo Martari e Giuseppe Maggio. I loro personaggi sono volutamente riconoscibili, quasi archetipici: la donna ambiziosa e razionale, la sognatrice passionale, l’uomo ironico e riflessivo, quello istintivo e disinvolto. Figure che servono più a sostenere il meccanismo narrativo che a scavare davvero nella psicologia.

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Lo scenario è Roma, osservata senza romanticismi e senza cartoline. La città resta sullo sfondo, come se la vera ambientazione fosse la mente dei personaggi, divisa tra ciò che desiderano e ciò che temono di perdere. Tutto prende forma attraverso il racconto di una coppia che rievoca una cena in terrazza: un punto di partenza semplice, quasi teatrale, da cui si diramano le diverse possibilità di vita e di amore.

“Quattro metà” non è un film che sorprende, né vuole esserlo. Preferisce accompagnare lo spettatore in una riflessione leggera ma non banale: ogni scelta sentimentale è anche una rinuncia, e ogni storia vissuta esclude tutte quelle che avremmo potuto vivere. Una visione relativista dell’esistenza che trova nello schema narrativo il suo punto di forza, ma anche il suo limite, perché a tratti il film appare più interessato all’idea che alle emozioni.

Il riscontro del pubblico online è rimasto contenuto. Su Google il gradimento si ferma al 50%, mentre IMDb assegna un 6,3 su 10. Dati che raccontano di un titolo sottovalutato alla sua uscita, probabilmente perché privo di un vero elemento distintivo capace di farlo emergere nel catalogo affollato di Netflix.

Eppure, proprio per questo, “Quattro metà” può funzionare come opzione leggera, una commedia senza ambizioni eccessive, che non pretende di insegnare nulla ma invita a guardare le relazioni come un equilibrio fragile tra caso, tempismo e desiderio. Non lascia risposte, solo una domanda implicita: quante vite sentimentali diverse avremmo potuto vivere, se avessimo scelto un’altra metà al momento giusto?

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