Ci sono storie che sono nate dalla fantasia più oscura del loro autore per le inquietanti vicende che raccontano. Basta pensare a classici della letteratura – e poi del cinema – come ‘Frankenstein’, giusto per avere un’idea. E poi ci sono storie, come quella raccontata in questa miniserie crime su Netflix, che fanno ancora più paura perché sono accadute davvero. Appartengono alla realtà che tutti noi viviamo, alla nostra quotidianità.

Dopo il successo delle precedenti stagioni dedicate ai più noti assassini americani, la piattaforma continua il suo viaggio nelle menti più disturbate con questo titolo: ‘Monster: La storia di Ed Gein’, miniserie crime composta da otto episodi. Il racconto si concentra sulla figura di Ed Gein, l’uomo che ha scioccato l’America con crimini tanto macabri quanto incomprensibili. Con questa produzione, approdata in streaming nel 2025, Netflix riporta dunque alla luce uno dei casi criminali più scioccanti del Novecento.

Gein infatti non fu solo un assassino, ma anche un profanatore di tombe. Le sue azioni, emerse alla fine degli anni Cinquanta nel Wisconsin, rivelarono una realtà fatta di ossessioni, isolamento e follia. E questa visione, per gli amanti del crime su fatti realmente accaduti, ripercorre la sua vita cercando di comprendere cosa si nascondesse dietro la mente di un uomo apparentemente anonimo.

Uno degli aspetti più inquietanti che scaturisce guardando la vicenda dall’esterno è proprio il contrasto tra l’immagine pubblica e la verità. Gein, interpretato da Charlie Hunnam (protagonista di ‘Sons of Anarchy’ come pure di ‘The Gentlemen‘), era considerato da molti un uomo tranquillo, persino gentile. Ma dietro quella facciata si celava un mondo disturbante che avrebbe lasciato un segno indelebile nella cronaca nera.

La forza di questa miniserie su Netflix, che rappresenta una produzione antologica ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan con le altre ‘La storia di Lyle ed Erik Menendez’ o ‘La storia di Jeffrey Dahmer’ (con valutazioni positive di 91% di gradimento su Google e 7,8 su 10 su IMDb), sta nella sua capacità di andare oltre la ricostruzione dei fatti, esplorando in maniera approfondita anche il contesto psicologico e familiare.

Il rapporto con la madre, figura dominante e ossessiva, emerge come uno degli elementi chiave per comprendere la sua deriva. Ciò che ti troverai davanti, come potrai immaginare, è un tipo di narrazione che mantiene costantemente un tono cupo e disturbante, ma senza mai scivolare nella spettacolarizzazione gratuita.

L’obiettivo sembra essere quello di raccontare, più che scioccare, mostrando come l’orrore possa nascere anche in luoghi e contesti insospettabili. Non è un caso che la figura di Ed Gein abbia influenzato alcuni dei killer più iconici della storia del cinema.

Personaggi entrati nell’immaginario collettivo traggono la loro macabra ispirazione dalla sua storia, che ha ridefinito il concetto stesso di mostro. Basti pensare a Norman Bates in ‘Psycho’, Leatherface in ‘Non aprite quella porta’ e Buffalo Bill ne ‘Il silenzio degli innocenti’.

Dal punto di vista visivo, la serie punta su atmosfere fredde e opprimenti, capaci di trasmettere un senso costante di disagio. La tensione resta così alta, episodio dopo episodio, lasciandoti incredulo rispetto a quello a cui assisterai.

‘Monster: La storia di Ed Gein’ è infatti sicuramente una visione intensa e non adatta a tutti, ma capace di lasciare un segno profondo negli amanti del genere. Il ritratto inquietante di una mente perduta, una serie che conferma il fascino oscuro delle storie vere e la capacità di Netflix di trasformarle in esperienze televisive potenti e disturbanti.

È la realtà che supera qualsiasi incubo, lasciandoti a visione terminata con un senso di inquietudine e di sgomento difficile da dimenticare.

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