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Home » Stasera in TV » Netflix » Miniserie su Netflix

Su Netflix una miniserie norvegese mescola horror e commedia nera tra vampiri e pompe funebri

Una donna si risveglia sul tavolo dell’autopsia mentre l’impresa funebre di famiglia cerca clienti: 6 episodi norvegesi su Netflix tra horror e humour nero.
12 Settembre 2026di Claudia Mercaldo
Kathrine Thorborg Johansen
Kathrine Thorborg Johansen

Questa su Netflix è una miniserie diversa dal solito, capace di mescolare horror, commedia nera e mistero senza rinunciare a una buona dose di assurdità. Una scelta sorprendentemente divertente, una produzione norvegese che parte da un’idea semplice quanto inquietante e la sviluppa con quel particolare umorismo nordico che riesce a trovare il lato grottesco anche nelle situazioni più macabre.

“Post mortem: Nessuno muore a Skarnes” è arrivata sulla piattaforma di streaming statunitense nel 2021 ed è composta da 6 episodi, con una durata di circa 43-44 minuti ciascuno, ed è stata creata da Petter Holmsen e diretta da Harald Zwart, regista norvegese conosciuto anche per film internazionali come “The Karate Kid” del 2010 e “The Pink Panther 2″, e dallo stesso Holmsen. La produzione è affidata invece a Motion Blur Films.

La storia comincia quando Live Hallangen viene trovata morta in un campo nei pressi della cittadina norvegese di Skarnes. Sembra una tragedia come tante, ma la situazione prende rapidamente una direzione decisamente più inquietante quando Live si risveglia sul tavolo dell’autopsia.

La giovane donna è tornata in vita, ma qualcosa in lei è cambiato. Live comincia infatti a provare una fame insaziabile di sangue, trasformando quella che sembrava essere una semplice vicenda familiare in un racconto dai contorni soprannaturali. A interpretare Live è Kathrine Thorborg Johansen, che riesce a sostenere bene il particolare equilibrio richiesto dal personaggio: la protagonista deve essere contemporaneamente una donna alle prese con qualcosa di terrificante e una figura inserita in una commedia dai toni spesso surreali.

Nel frattempo, il fratello Odd, interpretato da Elias Holmen Sørensen, deve cercare di mantenere in piedi l’attività di famiglia: un’impresa di pompe funebri che, ironicamente, attraversa una fase di difficoltà economica proprio perché a Skarnes sembra non morire abbastanza gente.

È qui che la serie trova la sua idea più riuscita. La morte, invece di essere soltanto una fonte di paura, diventa anche un problema commerciale. E l’azienda di famiglia ha evidentemente bisogno di clienti. Quindi vengono messi insieme elementi che, sulla carta, potrebbero sembrare incompatibili.

Da una parte c’è l’horror, con cadaveri, sangue, autopsie e una protagonista che deve imparare a gestire una nuova e inquietante condizione. Dall’altra c’è una componente da commedia nera che ridimensiona continuamente la tensione. Questa visione su Netflix non cerca quindi di spaventare lo spettatore in modo tradizionale, preferendo piuttosto creare situazioni assurde e lasciare che siano i personaggi a reagire con una normalità quasi paradossale.

Questo tono ricorda per certi versi la tradizione del nordic noir scandinavo, nella quale l’umorismo nasce spesso dal contrasto tra la freddezza dell’ambiente e l’assurdità di ciò che sta accadendo. Skarnes è una piccola comunità nella quale tutti sembrano conoscersi e proprio questa dimensione provinciale contribuisce a rendere ancora più bizzarra la presenza di qualcosa di soprannaturale.

Oltre a Kathrine Thorborg Johansen ed Elias Holmen Sørensen, nel cast spicca André Sørum, che interpreta Reinert, personaggio coinvolto progressivamente negli eventi che sconvolgono la cittadina. La serie funziona perché gli interpreti non cercano di sottolineare continuamente la componente comica. Al contrario, molti personaggi affrontano situazioni completamente assurde con una serietà quasi assoluta.

È proprio questo contrasto a generare buona parte dell’umorismo. Johansen è particolarmente efficace nel rendere credibile la trasformazione di Live. Il personaggio non diventa improvvisamente una figura mostruosa senza personalità: continua a conservare dubbi, paure e legami familiari, mentre deve fare i conti con una nuova natura che non comprende pienamente.

Anche il rapporto tra Live e Odd rappresenta uno degli elementi più importanti della serie. Al centro non c’è soltanto la domanda su cosa sia successo alla protagonista, ma anche il modo in cui una famiglia cerca di rimanere unita quando tutto ciò che considerava normale viene improvvisamente sconvolto.

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La struttura in pochi episodi aiuta di certo a mantenere la storia abbastanza compatta. Non siamo davanti a una produzione che richiede settimane di visione, infatti gli episodi permettono di arrivare rapidamente al cuore della vicenda, alternando mistero, humour e momenti più macabri.

Su IMDb, questa miniserie su Netflix ha attualmente una valutazione di 7,0/10, sulla base di circa 4.700 voti; su Rotten Tomatoes, presenta invece un 83% di gradimento della critica, mentre il dato relativo al pubblico è meno significativo perché basato su un numero limitato di valutazioni.

Tra le miniserie horror disponibili, è quindi una scelta adatta soprattutto a chi ama le produzioni che non puntano soltanto sulla paura, ma capaci di costruire il proprio fascino proprio sui contrasti e sulle assurdità di una vita altrimenti ordinaria.

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