Una sogna di arrivare nella grande città per costruire il proprio futuro. L’altra desidera soltanto lasciarsela alle spalle. È questo affascinante contrasto il cuore di una miniserie turca in 8 episodi disponibile su Netflix che si distingue per uno sguardo autentico e lontano dai cliché sulle trasformazioni personali e sociali della Turchia contemporanea.

Una produzione ideata e diretta da Selman Nacar che contribuisce alla crescente visibilità della produzione televisiva turca a livello globale. Presenta infatti Istanbul non solo come sfondo, ma come protagonista viva, simbolo di pluralismo, nostalgia e modernità in continua evoluzione. Lo stile visivo mescola fotografia documentaristica e narrazione cinematografica, con un’attenzione particolare ai suoni e alle luci della città.

Stiamo parlando di “Enciclopedia di Istanbul”, lontana dalle classiche dinamiche melodrammatiche che spesso caratterizzano molte produzioni televisive, scegliendo un approccio più realistico e riflessivo. La trama segue Zehra, interpretata da Helin Kandemir, una giovane studentessa di architettura proveniente da una piccola città della Turchia, che si trasferisce a Istanbul per frequentare l’università e costruirsi un futuro indipendente.

Lasciandosi alle spalle la propria realtà d’origine, la ragazza si ritrova immersa in una metropoli frenetica e complessa, dove ogni certezza sembra essere messa in discussione. Per iniziare la sua nuova vita va a vivere nell’appartamento di Nesrin, Canan Ergüder, un’amica di famiglia della madre, una donna appartenente a una generazione diversa e con una visione del mondo profondamente distante dalla sua.

La convivenza tra Zehra e Nesrin diventa il fulcro tematico della serie. Se la giovane arriva a Istanbul con sogni, aspettative e valori radicati nella propria educazione, Nesrin è una chirurga affermata che ha progressivamente perso il senso di appartenenza e guarda alla città con disillusione. Attraverso il loro rapporto emergono differenze culturali, religiose e sociali che riflettono le molte anime della moderna società turca.

Nel corso degli episodi, Zehra affronta le difficoltà dell’inserimento in un ambiente nuovo, sperimenta relazioni sentimentali e amicizie inattese e si confronta con interrogativi sempre più profondi sulla propria identità. Le sue convinzioni vengono messe alla prova da una realtà urbana che la costringe a rivedere molte delle certezze con cui era cresciuta.

Parallelamente, anche Nesrin è chiamata a fare i conti con il proprio passato, con scelte mai del tutto elaborate e con una crescente sensazione di smarrimento personale. Attraverso le vicende delle due protagoniste, “Enciclopedia di Istanbul” prodotta da Netflix costruisce un ritratto intimo della metropoli turca, mostrando i contrasti tra tradizione e modernità, religione e laicità, provincia e grande città.

Istanbul diventa così molto più di una semplice ambientazione, è un luogo che plasma i personaggi, ne amplifica i conflitti e accompagna il loro percorso di trasformazione. Uno dei temi centrali della serie è la ricerca dell’identità. Zehra e Nesrin appartengono a generazioni diverse e osservano il mondo da prospettive opposte, ma entrambe si interrogano su chi siano davvero e sul percorso che desiderano intraprendere.

Le loro storie mostrano come la costruzione della propria identità sia un processo continuo, influenzato dalle esperienze, dagli incontri e dalle scelte compiute lungo il cammino.

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