Polvere e adrenalina: sono questi gli ingredienti del nuovo thriller d’azione che Renny Harlin ha portato sullo schermo di Prime Video, con protagonista Aaron Eckhart al fianco di Nina Dobrev.

Un film che mescola spionaggio internazionale, cospirazioni e fisicità pura, prodotto da Millennium Media, che punta tutto su un ritmo serrato, personaggi spigolosi e una trama che non concede tregua.

The Bricklayer – che significa “muratore” – racconta di Steve Vail, un ex agente della CIA dal passato tortuoso, richiamato in servizio per fermare un misterioso killer che uccide giornalisti stranieri e incastra l’agenzia, rendendo il mondo intero sospettoso verso gli Stati Uniti. La posta in gioco diventa non solo fermare un pazzo omicida, ma smascherare una cospirazione internazionale che rischia di destabilizzare l’equilibrio geopolitico.

Harlin, regista noto soprattutto per i suoi picchi adrenalinici negli anni ’90 e nei primi anni 2000, che ha diretto film come “Cleaner” e “Nella mente del serial killer”, porta qui la sua esperienza di cinema d’azione puro: inseguimenti mozzafiato, sparatorie calibrate e combattimenti corpo a corpo costruiscono un ritmo che raramente si ferma, lasciando allo spettatore pochi istanti per respirare.

La sceneggiatura, firmata da Hanna Weg e Matt Johnson e adattata dal romanzo omonimo di Noah Boyd, gioca con la formula classica del thriller di spionaggio, con twist prevedibili ma efficaci nel mantenere l’attenzione.

Questo film su Prime Video non è un’opera che si nasconde dietro fronzoli filosofici o intricati enigmi metafisici: è cinema di genere nel senso più puro del termine, che lavora con gli archetipi del thriller e dell’action per costruire un’esperienza visiva che può risultare tanto soddisfacente quanto controversa. E infatti la stampa ha accolto The Bricklayer con recensioni contrastanti ma, tra i pareri a favore, c’è quello di Variety, che descrive il film come “un’avventura carica di proiettili che potrebbe non restare impressa nella memoria, ma che non lascia nessuno annoiato per i suoi 110 minuti”, riconoscendo l’efficacia pura della macchina d’azione messa in moto da Harlin.

Al centro di questa esperienza visiva c’è Aaron Eckhart – attore estremamente versatile, star del romantico “Qualcosa di speciale” e co-protagonista del noir “Black Dahlia”, firmato da Brian De Palma – il cui Steve Vail si muove per lo schermo con la fisicità di un uomo abituato alla battaglia, ma segnato dal tempo e dalle cicatrici del passato. La sua interpretazione è stata spesso citata come l’ancora di credibilità del film: il volto burbero, la voce bassa e la presenza scenica ruvida di Eckhart offrono una solida performance che sostiene la narrazione anche nei momenti più affaticati.

Accanto a lui, Nina Dobrev che, tolti i panni dell’idolo delle adolescenti per il suo ruolo di “The Vampires Diaries”, qui interpretaKate Bennon, analista della CIA che si ritrova coinvolta suo malgrado nel caos orchestrato da Vail e dai misteriosi eventi che li circondano.

Il cast di The Bricklayer non si limita ai due nomi di spicco: figure come Tim Blake Nelson, Clifton Collins Jr. e Ilfenesh Hadera arricchiscono il tessuto narrativo con ruoli di supporto che oscillano tra figure autoritarie, antagonisti ambigui e alleati inaspettati.

Dal punto di vista tecnico, Harlin conserva il suo tocco energico: le coreografie di combattimento sono spesso ben eseguite, con una fisicità che ricorda il miglior cinema action degli anni ’90 e 2000, mentre le ambientazioni internazionali, incluse alcune scene girate in location europee suggestive tra Grecia e Bulgaria, offrono un palcoscenico visivo interessante per la danza di sparatorie e inseguimenti che scandisce il film.

Ma The Bricklayer non è solo sequenze di esplosioni e colpi di scena: al suo interno si nasconde anche una riflessione, seppur non troppo profonda, sulla figura dell’agente disilluso, sul rapporto tra individuo e istituzione, e sulla fatica di riconquistare fiducia in un mondo segnato da tradimenti e manipolazioni.

Questo spessore tematico, pur non centrale come in certi thriller più filosofici, aggiunge una dimensione in più a un film che, altrimenti, rischierebbe di essere preso esclusivamente per il suo valore di intrattenimento di superficie.

In conclusione, The Bricklayer su Prime Video si presenta come un thriller d’azione che non nasconde le sue ambizioni spettacolari, affiancate però da una narrazione classica e consolidata. È un film che sa cosa vuole essere  e, per gli appassionati di spionaggio, per chi ama gli eroi graffiati e i duetti di carattere, e per chi cerca un’esperienza visiva intensa offre tutto il fascino grezzo del cinema d’azione puro.

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