Un’opera ambiziosa, un film che divide ma che conserva una propria coerenza interna. Un racconto sull’amore e sulla resistenza umana, immerso in scenari estremi e profondamente simbolici. Un drammatico che fonde melodramma e riflessione esistenziale su Prime Video, con due grandi volti del cinema mondiale: James McAvoy e Alicia Vikander.
Uscito nel 2017 per la regia di Wim Wenders, il suo titolo è “Submergence”, adattamento cinematografico del romanzo omonimo di J. M. Ledgard, prodotto dalla Lila 9th Production, è stato presentato al Toronto International Film Festival.
Con una narrazione frammentata e visivamente suggestiva, questa pellicola si sviluppa su due linee parallele che si muovono tra luoghi opposti e simbolicamente complementari, ovvero le profondità oceaniche e le tensioni geopolitiche dell’Africa orientale.
La trama prende le sue mosse da un incontro casuale, ma carico di intensità, tra James e Danielle. Il loro legame nasce in uno spazio sospeso, lontano dalle rispettive realtà. È un amore improvviso, quasi inevitabile. Tuttavia, la separazione è altrettanto rapida.
Lui parte per una missione in Somalia, legata a operazioni di intelligence. Lei si dirige verso il Mar Glaciale Artico, impegnata in una ricerca scientifica sulle profondità marine. Questo distacco iniziale definisce l’intera struttura del film. Da qui in poi la narrazione procede per frammenti.
I ricordi condivisi si alternano alle esperienze individuali. Il montaggio crea un continuo dialogo tra passato e presente. In Somalia, James viene rapito da un gruppo jihadista. La sua condizione di prigionia introduce una tensione concreta e immediata. Dall’altra parte, Danielle affronta un viaggio nelle profondità oceaniche. Il suo percorso è silenzioso, quasi meditativo.
Due esperienze opposte, ma unite da un filo invisibile. Ciò che viene costruito è dunque un racconto fortemente simbolico, dove l’acqua diventa elemento centrale. Essa rappresenta immersione, isolamento e trasformazione. Le profondità marine riflettono lo stato interiore dei personaggi. Allo stesso modo, il deserto e gli spazi africani evocano una dimensione di sospensione e pericolo.
Il contrasto tra questi ambienti rafforza la dualità narrativa. Da un lato questa frammentazione può risultare dispersiva, con un ritmo non sempre uniforme, tuttavia queste scelte riflettono proprio la visione autoriale di Wenders. Il film infatti cerca di costruire un’esperienza emotiva e visiva.
Centrali e fondamentali le interpretazioni dei protagonisti, che sostengono questo titolo valutato dal web con un 54% di gradimento su Google e un 5,4 su 10 su IMDb. McAvoy, indimenticabile in “Becoming Jane“, offre una prova contenuta, giocata su sguardi e tensioni interne. Il suo personaggio vive una trasformazione forzata e la prigionia lo mette di fronte ai propri limiti.
Vikander, invece, già apprezzatissima in “La ragazza dei tulipani“, costruisce una figura più introspettiva. La sua Danielle è guidata dalla conoscenza e dalla curiosità, ma anche il suo percorso è segnato da una solitudine profonda.
“Submergence” riflette sull’amore come forza resistente, come presenza che sopravvive alla distanza e al pericolo. Il legame tra i protagonisti diventa un punto di riferimento. Una forma di àncora emotiva in contesti estremi.
La regia privilegia immagini evocative e di certo potrai constatare come le sequenze subacquee siano molto suggestive. Quelle ambientate in Africa, invece, puntano su un realismo più asciutto. Anche questo equilibrio visivo contribuisce a definire il tono del film.
Un tono che resta costantemente sospeso tra contemplazione e tensione. Rendendo questa pellicola melodrammatica una scoperta interessate e alquanto inedita su Prime Video per gli amanti del genere.
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