Novanta minuti per dimostrare di essere innocente. Novanta minuti prima che una macchina decida se devi morire. Tra i titoli più recenti e discussi disponibili su Prime Video, c’è un thriller fantascientifico che gioca con una delle paure più attuali: affidare la giustizia a un algoritmo.

Un’idea forte, che fa tremare e trasforma il classico film processuale in una corsa contro il tempo, dove il verdetto non è umano ma calcolato.

“Mercy – Sotto accusa è un film del 2026 diretto da Timur Bekmambetov, regista già noto per Wanted e per il suo stile visivo dinamico. Con la sceneggiatura di Marco van Belle e la produzione di Amazon MGM Studios, il lungometraggio è una presenza naturale nel catalogo streaming della piattaforma.

La storia è ambientata in un futuro prossimo in cui il sistema giudiziario è stato rivoluzionato: i processi per i crimini più gravi sono affidati a un’intelligenza artificiale.

Il protagonista è Chris Raven, detective della polizia di Los Angeles, convinto sostenitore di questo sistema. A prestargli il volto è Chris Pratt, già protagonista della saga di Jurassic World, che qui interpreta un personaggio diverso dal solito: meno ironico, più vulnerabile, intrappolato in una situazione senza via d’uscita.

Ma tutto cambia quando si ritrova improvvisamente imputato: è accusato dell’omicidio della moglie (Annabelle Wallis). Bloccato su una sedia e sottoposto al giudizio dell’IA chiamata Maddox, interpretata da Rebecca Ferguson, attrice già apprezzata in Mission: Impossible e Dune, fredda e implacabile nell’incarnare la giustizia algoritmica.

Chris ha solo 90 minuti per dimostrare la propria innocenza. Se non riuscirà a ridurre la probabilità di colpevolezza calcolata dal sistema, la sentenza sarà immediata e definitiva.

Quello che segue è un’indagine in tempo reale: Chris utilizza ogni risorsa disponibile – dati, video, testimonianze – per ricostruire gli eventi e smontare le prove contro di lui. Ma più scava, più emergono segreti, tradimenti e verità scomode che mettono in discussione non solo il caso, ma l’intero sistema giudiziario.

Dal punto di vista delle recensioni, Mercy – Sotto accusa ha ricevuto giudizi non esaltanti, sia su Rotten Tomatoes che su IMDb a differenza degli utenti Google che invece nel 69% dei casi mostrano un notevole gardimento dell’opera oggi disponibile su Prime Video.

La critica ha riconosciuto soprattutto la forza dell’idea di partenza. Il concetto di un processo gestito da un’intelligenza artificiale, con una condanna basata su probabilità statistiche, è stato definito attuale e potenzialmente molto potente.

Tuttavia, diversi recensori hanno sottolineato come il film thriller non riesca a sviluppare fino in fondo questo spunto. Secondo alcune analisi, la riflessione sulla “giustizia algoritmica” resta in superficie, privilegiando invece l’azione e il ritmo thriller.

Forse proprio perché basato su un argomento molto attuale, vale a dire i limiti dell’IA, Prime Video finisce con il proporre una pellicola che divide. Da un lato offre una premessa narrativa forte e un’idea di cinema contemporaneo legata alla tecnologia e ai dati. Dall’altro forse trasforma poco questa intuizione in un racconto davvero incisivo.

Resta però un thriller capace di creare tensione, soprattutto grazie alla struttura in tempo reale e alla sensazione costante di urgenza. Il protagonista non ha spazio per errori, e lo spettatore è costretto a vivere ogni minuto insieme a lui.

Ma tutto sommato, in un panorama sempre più affollato di film di fantascienza spesso fotocopia, Mercy prova a fare la differenza portando l’intelligenza artificiale in un’aula di tribunale.

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