Nei primi anni Duemila le commedie romantiche americane potevano ancora permettersi idee assurde, battute spinte e protagonisti sentimentali tutt’altro che impeccabili. Prime Video recupera e rilancia un film del 2007 con Dane Cook e Jessica Alba, una storia costruita su una maledizione amorosa tanto improbabile quanto efficace: ogni donna che passa da Charlie “Chuck” Logan trova subito dopo l’uomo della propria vita.
Il film in questione è Tutte pazze per Charlie, titolo originale Good Luck Chuck, per la regia di Mark Helfrich. La chiave intorno alla quale ruota la storia arriva da un gioco infantile finito male: da bambino Charlie Logan rifiuta di baciare una ragazzina durante una festa e lei, per vendetta, gli lancia una specie di anatema. Vent’anni dopo, Charlie è diventato un dentista di successo, vive apparentemente senza grandi problemi, ma porta addosso quella condanna sentimentale: nessuna relazione dura davvero e ogni donna che sta con lui sembra destinata a sposare l’uomo incontrato subito dopo.
È una premessa da commedia romantica molto anni Duemila, di quelle che oggi verrebbero oggi probabilmente riscritte da cima a fondo. Il film punta su una comicità esplicita, a tratti volgare, costruita su doppi sensi, situazioni imbarazzanti e un protagonista maschile che fatica parecchio a uscire dal proprio egoismo. Proprio per questo, visto oggi, Tutte pazze per Charlie diventa anche un piccolo documento di un certo gusto cinematografico: più sfacciato, meno controllato ma immediatamente riconoscibile.
A interpretare Charlie è Dane Cook, comico americano qui chiamato a reggere un personaggio che dovrebbe essere insieme irresistibile, confuso e vittima di se stesso. Charlie è un uomo che scopre di essere diventato una specie di portafortuna erotico per donne in cerca di matrimonio, e per un tratto del film sfrutta questa fama più di quanto provi davvero a capirla. Il problema nasce quando incontra Cam, interpretata da Jessica Alba, ragazza solare, goffa, appassionata di pinguini, lontana dal meccanismo cinico che ha regolato fino a quel momento la sua vita sentimentale già apprezzata nella commedia “Il fidanzato di mia sorella”.
Cam è la classica figura femminile costruita per portare disordine e dolcezza nella vita del protagonista. Jessica Alba le dà una presenza luminosa, anche quando il film insiste un po’ troppo sulla sua goffaggine. Il rapporto con Charlie dovrebbe far scattare la parte romantica della storia: lui non vuole essere soltanto l’uomo che prepara le donne al vero amore con qualcun altro, lei diventa la possibilità concreta di rompere il meccanismo. O almeno di costringerlo a smettere di guardare le relazioni come una serie di occasioni da consumare.
Nel cast c’è anche Dan Fogler, nel ruolo dell’amico Stu, personaggio sopra le righe e spesso spinto verso una comicità ancora più grossolana. È una presenza che racconta bene il tono del film: Tutte pazze per Charlie non cerca la finezza ma appartiene a quella stagione in cui la commedia americana cercava spesso la risata nel cattivo gusto, nell’imbarazzo fisico, nella battuta sessuale portata fino al limite.
La critica, infatti, non è mai stata tenere con la pellicola oggi disponibile su Prime Video. Su Rotten Tomatoes il film ha un Tomatometer fermo al 5%, un dato molto basso anche per una commedia commerciale, mentre il giudizio del pubblico raggiunge un più apprezzabile 57%. Su IMDb il voto è 5,6 su 10, segno di un film che conserva comunque una sua platea di spettatori affezionati o curiosi.
Ed è forse questa la chiave giusta per rivederlo oggi su Prime Video: Tutte pazze per Charlie ha molti limiti, alcuni evidenti: battute invecchiate male, personaggi femminili spesso sacrificati alla gag, una volgarità che non sempre diventa comicità. Però possiede anche quella immediatezza un po’ sgangherata delle commedie che non cercavano di piacere a tutti.
Il risultato è un film leggero, irregolare ma da recuperare proprio perché oggi sembra arrivare da un altro mondo. Racconta un’idea di romanticismo confusa, rumorosa, piena di scorrettezze, dove l’amore passa attraverso una maledizione ridicola e un uomo costretto, almeno sulla carta, a diventare migliore. Un pezzo di cinema pop anni Duemila, con tutti i suoi difetti in bella vista.
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