Un serial killer entra nello studio di uno psicoterapeuta e gli chiede di aiutarlo a smettere di uccidere. Fin qui potrebbe sembrare l’inizio di un normale caso clinico. Il problema è che, poco dopo, il medico si risveglia incatenato in una stanza e capisce che la terapia continuerà contro la sua volontà. Su Prime Video, Steve Carell è il protagonista di una miniserie che trasforma il rapporto tra medico e paziente in un confronto psicologico dove ogni parola può diventare decisiva.
The Patient, creata da Joel Fields e Joe Weisberg, gli autori di The Americans, è una miniserie di dieci episodi con Carell nei panni dello psicoterapeuta Alan Strauss e Domhnall Gleeson in quelli di Sam Fortner, un uomo apparentemente ordinario che nasconde una compulsione omicida. Il suo obiettivo è semplice soltanto in apparenza: trovare un modo per non uccidere ancora.
Quando Alan si risveglia prigioniero nella casa di Sam, la richiesta diventa esplicita. Il serial killer vuole essere curato. Non intende consegnarsi alla polizia, né rinunciare alla libertà. Pretende che il terapeuta trovi il modo di fermare i suoi impulsi omicidi. Da quel momento ogni seduta assume un significato doppio. Alan deve fare il proprio lavoro, entrare nella mente dell’uomo che lo tiene incatenato, capire che cosa inneschi la sua rabbia e provare a interrompere il meccanismo prima della vittima successiva. Allo stesso tempo deve osservare Sam come un prigioniero osserva il proprio carceriere: cercare debolezze, valutare rischi, capire quando parlare e soprattutto quando tacere.
Le valutazioni online restituiscono alla serie su Prime Video un’accoglienza decisamente buona. IMDb assegna alla serie 7,0/10, con circa 37 mila voti. Su Rotten Tomatoes l’89% delle recensioni della critica è positivo, mentre il gradimento del pubblico si ferma al 67%. Un divario che racconta abbastanza bene una serie apprezzata per interpretazioni e scrittura, ma non sempre per il ritmo.
Steve Carell è inevitabilmente il primo motivo di curiosità. Chi continua ad associarlo soprattutto a Michael Scott di The Office trova qui un attore quasi immobile per gran parte del tempo, costretto a costruire tensione attraverso il volto, la voce e piccoli cambiamenti di postura. Alan ha paura, ma non può mostrarla troppo. La professionalità diventa una strategia di sopravvivenza. Domhnall Gleeson sceglie invece una strada ancora più inquietante: Sam non ha l’aria del grande cattivo cinematografico. Lavora, mangia nei ristoranti, ha ossessioni quotidiane e parla spesso con una normalità quasi banale. La terapia, però, non riguarda soltanto lui.
Durante la prigionia Alan torna continuamente al proprio passato. Ricorda la moglie Beth, interpretata da Laura Niemi, e soprattutto il rapporto difficile con il figlio Ezra, a cui presta il volto Andrew Leeds. Il loro allontanamento è legato anche alle differenti interpretazioni della religione ebraica e diventa una ferita che Alan è costretto a osservare proprio mentre cerca di far riconoscere a Sam le proprie responsabilità. Il terapeuta obbligato a scavare nella mente dell’assassino finisce per utilizzare quella stessa condizione per interrogare se stesso. Le domande sulla colpa, sul perdono e sulla possibilità di cambiare si spostano continuamente da un personaggio all’altro.
Sul Guardian, Lucy Mangan ha elogiato le interpretazioni di Carell e Gleeson, pur rilevando che la serie può diventare lenta e ripetitiva. Un’altra recensione della stessa testata ha osservato come il progetto riesca a essere insieme thriller e studio di due personaggi, anche se non sempre le due anime trovano il medesimo equilibrio.
Ed è proprio qui che emerge il limite principale. Dieci episodi permettono di approfondire Alan e Sam, ma alcune conversazioni tornano sugli stessi punti e la tensione inevitabilmente si abbassa. Quando resta concentrata sui due protagonisti, però, The Patient trova una tensione che non ha bisogno di molta azione: l’essenziale avviene quasi sempre dentro quella stanza.
La prigionia offre il meccanismo thriller alla serie disponibile su Prime Video, anche se il vero terreno dello scontro è la possibilità stessa di cambiare. Sam chiede una cura senza voler accettare fino in fondo ciò che comporta; Alan deve continuare a credere nel proprio mestiere mentre l’uomo davanti a lui può decidere in qualsiasi momento di trasformarlo nella prossima vittima.
Se cerchi altre serie da vedere su Prime Video, leggi anche:
