Due volti, due storie, due percorsi, un unico filo conduttore: la forza dell’amore. Ma anche due straordinarie interpreti, accomunate oltre che dalla bravura, dallo stesso nome. Rachel Weisz e Rachel McAdams sono l’anima di un dramma romantico che puoi selezionare su Prime Video.
Disobedience è uno di quei film che non ha bisogno di grandi svolte per entrare in empatia con lo spettatore. La sua forza è tutta nelle distanze: tra una parola detta e una rimasta in gola, tra il desiderio e la disciplina, tra ciò che una comunità concede e ciò che una persona non riesce più a negare.
Ronit, interpretata da Rachel Weisz (premio Oscar per The Constant Gardener), vive a New York e lavora come fotografa. Ha lasciato da anni la comunità ebraica ortodossa di Londra in cui è cresciuta, portandosi dietro una separazione mai davvero ricomposta. La morte del padre, rabbino rispettato e figura centrale di quel mondo, la costringe a tornare. Non riceve un’accoglienza calda. Più che un ritorno, il suo sembra un ingresso non autorizzato in una stanza dove tutti conoscono la sua storia ma nessuno vuole nominarla.
A complicare tutto c’è Esti, il personaggio a cui dà il volto Rachel McAdams (candidata all’Oscar per Il caso Spotlight). Un tempo era l’amica più vicina di Ronit, forse molto più di un’amica. Ora è sposata con Dovid, interpretato da Alessandro Nivola, allievo prediletto del padre di Ronit e possibile erede spirituale della comunità. Esti non è una donna infelice in modo per così dire plateale. Piuttosto è una persona che ha imparato a stare dentro un ruolo, a misurare i desideri, a rendere accettabile il proprio silenzio.
Quando Ronit rientra nella sua vita, Esti si ritrova a fare i conti con un passato e una domanda che aveva provato a seppellire: quanto di sé si può sacrificare per essere accettati? E quanto può durare una vita costruita sull’obbedienza se il corpo, la memoria e l’amore continuano a raccontare un’altra verità?
Disobedience è un dramma sentimentale e religioso, ma definirlo solo storia d’amore proibita sarebbe riduttivo. Il film ragiona sul prezzo dell’appartenenza. Mostra una comunità, quella ebraica, compatta, regolata da norme precise, dove gli affetti non sono mai separati dalla reputazione, dalla tradizione, dal giudizio. Il conflitto che abbraccia la pellicola che Prime Video suggerisce di guardare non nasce tra buoni e cattivi, ma tra persone che provano a restare fedeli a ciò in cui credono senza distruggere chi hanno davanti.
La regia è di Sebastián Lelio, autore cileno premiato con l’Oscar per il miglior film straniero con Una donna fantastica. Anche qui guarda soprattutto ai personaggi femminili, alle loro crepe, alla fatica di occupare uno spazio proprio in un ambiente che pretende definizioni nette. Il film, scritto dallo stesso Lelio con Rebecca Lenkiewicz, è tratto dal romanzo Disobbedienza di Naomi Alderman. Tra i produttori compaiono Ed Guiney, Frida Torresblanco e Rachel Weisz.
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