Otto episodi possono bastare per costruire un mistero, attraversare mezza Europa o tornare indietro nel tempo e raccontare come nasce un’icona. È uno dei formati più interessanti dello streaming contemporaneo: abbastanza lungo per affezionarsi ai personaggi, sufficientemente compatto per non trasformare ogni storia in un impegno di settimane.
Nel catalogo di Prime Video convivono serie che sfruttano questa misura in modi completamente differenti. Il thriller gioca con colpa e paura, l’action comedy mette due amiche davanti a una fuga imprevedibile, mentre il teen drama cerca la ragazza che esisteva prima di un personaggio diventato parte della cultura pop.
Cambiano tono, età e immaginario. A unirle è soprattutto quel momento in cui la vita conosciuta smette improvvisamente di funzionare e bisogna decidere chi diventare.
“So cosa hai fatto”
Una notte di festa, un incidente mortale e una decisione presa nel panico: tacere. Un anno dopo qualcuno conosce quel segreto e comincia a perseguitare i ragazzi che pensavano di esserselo lasciato alle spalle.
“So cosa hai fatto” riprende la premessa del romanzo di Lois Duncan e dell’omonimo film cult del 1997, ma costruisce una storia autonoma. Al centro acquistano particolare peso Allison e la gemella Lennon, entrambe interpretate da Madison Iseman, dentro una rete di amicizie, sospetti e verità che diventano sempre più difficili da tenere nascoste.
Accanto a lei ci sono Brianne Tju, Ashley Moore, Sebastian Amoruso, Ezekiel Goodman, Fiona Rene, Cassie Beck e Bill Heck. Sviluppata da Sara Goodman, la serie è composta da otto episodi e porta l’immaginario dello slasher adolescenziale dentro un racconto più interessato alle conseguenze della colpa e alla fragilità dei rapporti.
Il killer è la minaccia più evidente. Ma episodio dopo episodio diventa altrettanto pericoloso capire quanto a lungo possa sopravvivere un’amicizia costruita anche su una bugia.
“Corri o muori”
Qui il pericolo ha tutt’altro ritmo. Debbie pensa di conoscere perfettamente la sua migliore amica Judith finché scopre che dietro una vita apparentemente ordinaria si nasconde qualcosa di decisamente meno rassicurante: la donna è una sicaria internazionale.
Da quel momento “Corri o muori” diventa una corsa attraverso l’Europa fra criminali, false identità, inseguimenti e segreti familiari. A interpretare le due protagoniste sono Octavia Spencer e Hannah Waddingham, coppia insolita che permette alla serie di alternare azione, ironia e una domanda molto meno spettacolare: quanto sappiamo davvero delle persone che consideriamo più vicine?
Nel cast figurano anche Ed Skrein, Calam Lynch, Savannah Steyn, Jamie Parker e Sylvia Hoeks. Ideata da Tessa Coates, la serie usa gli otto episodi soprattutto per mantenere alto il ritmo, senza rinunciare al rapporto tra due donne adulte che devono ridefinire la propria amicizia mentre intorno a loro tutto precipita.
Le sparatorie e gli inseguimenti fanno avanzare la storia, ma la parte più divertente resta osservare Debbie e Judith mentre cercano di capire se sia possibile fidarsi ancora l’una dell’altra dopo aver scoperto che quasi niente era come sembrava.
“Elle”
Prima di Harvard, delle aule di tribunale e dei tailleur rosa diventati iconici, Elle Woods era semplicemente un’adolescente alle prese con scuola, amicizie, primi amori e quella fastidiosa abitudine degli altri a giudicarla dalla superficie.
“Elle” torna indietro rispetto a La rivincita delle bionde e prova a immaginare come abbia preso forma il carattere della protagonista resa celebre al cinema da Reese Witherspoon. Stavolta il volto di Elle è quello di Lexi Minetree, chiamata non tanto a imitare il personaggio conosciuto dal pubblico quanto a mostrarlo mentre è ancora in costruzione.
Intorno a lei si muovono June Diane Raphael, Tom Everett Scott, Chandler Kinney, Zackary Brooks e James Van Der Beek, mentre Reese Witherspoon resta legata al progetto come produttrice esecutiva attraverso Hello Sunshine.
È il titolo più leggero dei tre, ma lavora su un territorio riconoscibile: l’età in cui basta il giudizio di una classe, di un’amica o di un ragazzo per mettere in discussione l’immagine che si ha di sé. Prima della rivincita, in fondo, bisogna ancora imparare a non lasciare agli altri il diritto di decidere chi sei.
