Nel mondo dei libri non tutto profuma di carta, talento e promesse. A volte, dietro una dedica elegante o una presentazione affollata, resta nascosta una storia più opaca, fatta di dipendenza emotiva, potere e silenzi troppo lunghi. “The Girl in the Book”, disponibile ora su Prime Video, sceglie proprio questa prospettiva per raccontare una giovane donna che lavora nell’editoria newyorkese e che, all’improvviso, si ritrova davanti l’uomo capace di riaprire la pagina più dolorosa della sua vita.

Il film, scritto e diretto da Marya Cohn, è un dramma psicologico del 2015 che si muove tra presente e passato senza forzare il mistero. La protagonista è Alice Harvey, interpretata da Emily VanCamp protagonista delle mitiche serie cult Revenge ed Everwood e più recentemente presente tra gli attori principali di “The Resident”. Alice lavora come assistente editoriale in una casa editrice di New York. È giovane, intelligente, preparata, ma vive in una specie di equilibrio instabile: conosce i meccanismi del mestiere, sogna di scrivere, eppure sembra trattenuta da qualcosa che non riesce a nominare.

La trama svolta quando nella sua vita professionale ritrova Milan Daneker, celebre scrittore cui presta il volto da Michael Nyqvist, l’attore svedese diventato famoso a livello internazionale con la trilogia di Millennium, dove era il giornalista Mikael Blomkvist. Oltre che un autore da promuovere Michael è una presenza legata all’adolescenza di Alice, a un periodo in cui lei era una ragazza piena di ambizioni letterarie e lui un uomo adulto, affascinante, autorevole, capace di farla sentire speciale.

Il film lavora su questa relazione che si rivela malsana con un tono trattenuto, senza mai scadere nel melodramma. Attraverso i flashback, in cui Alice da adolescente è interpretata da Ana Mulvoy-Ten, emerge poco alla volta il rapporto ambiguo con Milan: le attenzioni di uno scrittore affermato nei confronti di una ragazzina, il fascino della cultura, la promessa di essere vista davvero, ma anche la manipolazione sottile di chi sa usare il proprio prestigio per occupare uno spazio troppo grande nella vita di una persona fragile di cui abusa con coscienza.

Nel presente, Alice deve collaborare alla promozione del nuovo libro di Milan. È qui che la pellicola comincia ad aprire più di uno squarcia su un intero ambiente, quello dell’editoria come luogo di ambizione, gerarchie, dipendenze professionali, relazioni sbilanciate.

Alice vive circondata da manoscritti, riunioni, feste letterarie, scrittori e agenti, ma dentro quel mondo che dovrebbe appartenerle si sente quasi estranea. Perché le viene a mancare  la libertà di usare il suo talento senza il peso di ciò che è accaduto quando aveva appena 15 anni.

Il film da vedere stasera su Prime Video è soprattutto il racconto di una donna che deve smettere di essere il personaggio scritto da qualcun altro e trovare, finalmente, il coraggio di riprendersi la propria voce.

Accanto a Emily VanCamp e Michael Nyqvist, il cast comprende David Call, Talia Balsam e Michael Cristofer, autore teatrale che ha vinto il Premio Pulitzer e il Tony Award per il dramma The Shadow Box.

La regia di Marya Cohn, al suo esordio nel lungometraggio, sceglie una misura sobria per trattare un tema duro, in cui spesso sono i piccoli gesti a essere esaltati e a dare forza alla narrazione: un’esitazione, una frase non finita, uno sguardo che si spegne durante una conversazione apparentemente normale.

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