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Home » Stasera in TV » Prime Video

Su Prime Video un dramma russo candidato agli Oscar che trasforma una scomparsa in puro gelo emotivo

11 Maggio 2026di Riccardo Cannavale
Maryana Spivak
Maryana Spivak

Nell’elenco dei film da non perdere, Prime Video propone un titolo del cinema russo candidato agli Oscar come miglior film in lingua originale nel 2018, un film drammatico in cui il peso di un vuoto è più forte del mistero.

A dirigere “Loveless” è Andrey Zvyagintsev, che in precedenza si era messo in evidenza con Leviathan, che qui firma una coproduzione internazionale che coinvolge Non-Stop Production, Why Not Productions, Arte France Cinéma, Les Films du Fleuve e altri partner europei. A Cannes, nel 2017, ha vinto il Premio della Giuria.

La trama parte da una crisi familiare che non ha più niente di trattenuto. Zhenya, interpretata da Maryana Spivak, e Boris, portato sulle scene da Aleksey Rozin, stanno divorziando e non c’è più spazio nemmeno per fingere civiltà. Si insultano, si respingono, si accusano. Hanno già altri partner, già un altrove in testa, già la voglia impaziente di chiudere con il passato anche a costo di lasciare macerie.

In mezzo a tutto questo c’è il figlio Alyosha, dodici anni, cui presta il volto il giovanissimo Matvey Novikov, che assorbe in silenzio un livello di ostilità che nello scorrere del racconto non si addolcisce mai. Anzi, ciò che emerge nella storia di una famiglia già emotivamente collassata, è prorpio il ruolo del bambino, che diventa quasi un dettaglio scomodo nella gestione della separazione.

Poi succede quello che cambia tutto, senza però trasformare il film in un thriller tradizionale. Alyosha sparisce dopo aver assistito all’ennesimo litigio dei genitori. Da quel momento Loveless potrebbe prendere la strada della suspense più convenzionale, quella della caccia all’indizio e della corsa contro il tempo. Invece no, Zvyagintsev usa la scomparsa come una fenditura.

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L’indagine si mette in moto, certo, ma quello che conta davvero è come questa assenza costringa tutti a guardare ciò che fino a quel momento avevano preferito ignorare. La pellicola racconta la ricerca del ragazzo, l’intervento dei volontari, i sopralluoghi, le telefonate, le piste fragili, ma intanto continua a scavare nel paesaggio morale dei personaggi, che diventa il vero cuore della storia da cui diventa difficilissimo staccarsi.

Loveless è un racconto che usa una trama chiarissima per arrivare a qualcosa di molto più corrosivo: la scomparsa di un figlio non serve soltanto a creare tensione ma a mettere a nudo un intero modo di vivere i rapporti, la coppia, la genitorialità, perfino il presente. A livello di atmosfera, il film proposto da Prime Video è costruito con una precisione che impressiona. Non c’è una scena fuori tono e il gelo non arriva solo dall’inverno moscovita ma dagli interni, dai telefoni, dai corridoi, dai corpi che convivono senza toccarsi davvero.

Da una parte c’è il racconto di una scomparsa, dall’altra c’è il ritratto durissimo di due adulti incapaci di amare davvero, o forse soltanto incapaci di farlo nel modo in cui l’amore dovrebbe tradursi in cura, responsabilità, presenza.

Ogni scena sembra domandare la stessa cosa, senza mai esplicitarla in modo didascalico: cosa resta di un legame quando si svuota completamente di tenerezza? Zhenya e Boris cercano Alyosha, ma nel frattempo continuano a rivelarsi per quello che sono, nelle nuove relazioni, nei riflessi narcisistici, nelle paure, nelle miserie quotidiane. E non diventano improvvisamente migliori perché il dolore li ha colpiti.

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