Un ex agente in fuga, una missione di salvataggio e un’America spezzata: su Prime Video A Working Man, un film che scava nella violenza e nel senso d’onore

Un viaggio teso e brutale nei codici spezzati della mascolinità, tra vendetta, redenzione e laceranti conflitti interiori. A Working Man, diretto da David Ayer e scritto a quattro mani con Sylvester Stallone, è il film da vedere su Prime Video per chi cerca un’opera muscolare e al tempo stesso malinconica, che mescola azione e introspezione, polvere e sangue, silenzi e colpi di fucile.

Con Jason Statham in una delle interpretazioni più intense della sua carriera recente, il film è tratto dal romanzo Levon’s Trade di Chuck Dixon, e trasporta sullo schermo un protagonista segnato e complesso: Levon Cade, uomo in fuga dal proprio passato e costretto a confrontarsi con il suo lato più oscuro per proteggere chi ama.

Prodotto da Amazon MGM Studios in collaborazione con Balboa Productions, A Working Man è molto più di un semplice action movie: è una riflessione cupa sull’identità maschile in una società che non ha più posto per gli uomini “duri ma giusti”. Ayer, noto per la sua predilezione per i film d’azione come “Sabotage” e “The Beekeper”, torna a raccontare un’America marginale, dove i codici morali sono ormai personali e sbiaditi, e l’istituzione familiare – come quella statale – è crollata sotto il peso della sfiducia.

La storia prende avvio nei cantieri edili di Chicago, dove Levon – ex agente black ops dei Royal Marines – lavora come operaio per la famiglia Garcia: Joe, la moglie Carla e la figlia Jenny. È un ambiente duro, ma onesto, dove Levon ha trovato una fragile tregua dopo la morte della moglie. I Garcia lo rispettano e gli sono grati: sono volti amici in un momento in cui Cade è coinvolto in una causa legale per l’affidamento della figlia Meredith, che vive col ricco nonno materno. Ma quando Jenny, la figlia dei Garcia, viene rapita da una banda criminale, Levon si trova davanti a un bivio: restare nell’ombra o tornare ad agire. Nonostante le esitazioni iniziali, l’uomo si rimette in marcia, deciso a salvarla, risvegliando i suoi istinti più letali.

Ayer dirige con mano ferma e senza fronzoli. Il suo stile visivo è diretto, concreto, quasi documentaristico. La violenza non è spettacolare ma necessaria, brutale, mai coreografata: ogni pugno, ogni sparo, ogni urlo ha un peso emotivo.

Statham, perfetto per i ruoli d’azione pieni di carisma, come abbiamo potuto vedere in film come “I mercenari – The Expendable”, “Homefronte “The Mechanic”, qui mostra un personaggio diverso. Levon Cade è silenzioso, cupo, segnato nel profondo. La sua rabbia non esplode ma si incanala in uno sguardo, in un gesto lento, in una camminata verso il pericolo più che verso la salvezza. Non è un salvatore, ma un uomo che sa che l’unico modo per proteggere ciò che ama è tornare a essere ciò che detesta.
Empire ha riportato nella sua recensione queste parole: “Ayer e Stallone firmano un noir rurale che parla di decadenza morale e dignità perduta con sorprendente onestà. E Statham, per una volta, non è solo un duro, ma un uomo”.

Il film non si risparmia. Denuncia la complicità delle autorità, il degrado sistemico di interi territori abbandonati alla criminalità e al nichilismo, ma senza mai appoggiarsi a un discorso ideologico. La regia mostra e lascia che sia il pubblico a tirare le somme. La sceneggiatura di Ayer e Stallone evita i moralismi e punta piuttosto a un ritratto spoglio e onesto. Cade è un uomo che ha fatto cose orribili, ma in un mondo in cui la giustizia è solo una parola, l’unico vero criterio resta quello della lealtà.

A differenza di molti action contemporanei, A Working Man non offre soluzioni consolatorie. La violenza non è liberatoria, non è uno spettacolo, ma un prezzo da pagare. Alla fine, il protagonista non è un vincente, né un martire: è solo un uomo che ha fatto quello che doveva. E in questo sta la forza del film.

Questo su Prime Video è un film duro, crudo, talvolta sgradevole. Ma proprio per questo autentico. In un’epoca in cui l’intrattenimento tende a edulcorare tutto, questa pellicola sceglie di raccontare la realtà nuda e sporca di chi non ha più illusioni, ma ancora conserva un barlume di integrità. Non è un film per tutti. Ma per chi ama il cinema che morde e non accarezza, è un appuntamento imperdibile.

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