Tra colpe agite, macchie da cancellare e verità sepolte, se stasera cerchi un thriller da riscoprire, quello su Prime Video diretto da Renny Harlin con Samuel L. Jackson, Ed Harris e Eva Mendes, potrebbe essere la scelta giusta.
Prodotto da Alix Madigan, il film che ti consigliamo di recuperare nasce dalla telefonata che lo sceneggiatore Matthew Aldrich ascoltò ad un programma radiofonico: un addetto alle pulizie raccontava la sua giornata e lui pensò che fosse un modo terribile di guadagnarsi da vivere, chiedendosi con quale stato d’animo queste persone potevano tornare a casa alla fine della loro giornata lavorativa.
Cleaner è questo: non è solo un thriller poliziesco, ma – suo malgrado – un racconto su innocenza, corruzione e quei segreti che basta una chiave lasciata sotto un vaso per venire alla luce.
Il film racconta la storia di Tom Cutler, un ex poliziotto vedovo e padre single che, dopo la tragica morte della moglie, decide di reinventarsi gestendo una piccola ditta privata specializzata nella pulizia di scene del crimine. Un giorno come un altro riceve un incarico che sembra di routine: ripulire il salotto di una lussuosa villa, completo di fotografie e pulizia accurata dei resti di un omicidio.
Quando il mattino successivo, però, torna per restituire la chiave, lasciata la sera prima sotto un vaso, scopre che la proprietaria, Ann Norcut non sa nulla né del delitto né del suo intervento. È tutto subito chiaro: Tom è stato usato per occultare un crimine e, senza saperlo, ha cancellato ogni traccia utile.
Inizia così una spirale di sospetti, bugie e rivelazioni. Tom cerca risposte dal suo ex partner, il detective Eddie Lorenzo e scopre che il marito di Ann, scomparso, era sul punto di testimoniare contro alcuni pezzi grossi della polizia sospettati di corruzione. L’indagine prende una piega personale e pericolosa: tra menzogne, omissioni e un passato che torna a galla, il confine tra giustizia e vendetta si fa sottile.
Harlin è più conosciuto come regista di film horror, ma anche nel mondo del thriller sa farsi valore (lo dimostra “Nella mente del serial killer”). Qui sceglie un registro diverso: meno esplosioni, più ombre, più sospensione. La pulizia dei gesti (fotografare la scena, catalogare, eliminare sangue e tracce) diventa metafora di un tentativo di cancellare la verità. Molto del “lavoro sporco” resta dietro la porta chiusa di una casa elegante: e proprio lì, in quella normalità domestica, si cela la brutalità della menzogna.
L’intero cast si dichiarò attratto dall’idea di un thriller “sottotraccia”, basato più su sospetti e graduali scoperte che su colpi di scena eccessivi.
Samuel L. Jackson, che in thriller come “Il momento di uccidere” e“Il negoziatore” è perfettamente a suo agio, fu il primo attore confermato: desiderava interpretare un personaggio più silenzioso, meno istrionico rispetto ai ruoli d’azione che gli venivano spesso proposti.
Anche Ed Harris è un esperto di interpretazioni in storie di questo genere (basti pensare a titoli come “A History of Violence” e “La prossima vittima”. Accettò subito di lavorare a Cleaner, affascinato dall’ambiguità del detective Lorenzo.
Eva Mendes, invece, nota per film come “Out of Time” e “I padroni della notte” , arrivò al progetto in un secondo momento, quando i produttori cercavano un’interprete capace di dare vulnerabilità e dignità a un personaggio potenzialmente sacrificabile.
Sul piano delle atmosfere, per una parte della critica Cleaner in certi momenti raggiunge un tono quasi documentaristico, come nella descrizione del mestiere di “pulitore post-crimine”, che può affascinare chi cerca qualcosa di diverso dalla classica caccia all’assassino.
L’idea alla base del film, quella di un ex poliziotto che dedica la sua vita a rimuovere le tracce del male, è potente: suggerisce che a volte la violenza non è solo nel gesto criminale, ma anche in coloro che cercano di nasconderla. La pulizia diventa atto morale, lavaggio di senso e memoria.
Dopo tanti film di azione e thriller sovraccarichi, Cleaner offre una forma sobria, concentrata su un personaggio stanco, in crisi, che cerca di espiare un passato doloroso. Se dunque cerchi qualcosa di diverso dal solito blockbuster, se sei curioso di esplorare la zona grigia della moralità, del dolore e del rimorso, questo film merita una chance e può sorprendere per quello che osa, per la sensibilità di alcuni momenti, per la crudezza delle sue ombre.
È un promemoria: a volte, cancellare le tracce non vuol dire togliere la colpa.
