Un uomo ebreo, costretto a nascondersi nella cantina della propria gioielleria, ascolta i passi dei soldati nazisti sopra la sua testa, mentre l’ex dipendente, ora formalmente proprietario del negozio, tratta con gli occupanti tedeschi. È in questo spazio angusto e soffocante che si consuma il cuore morale di un film drammatico potente, oggi disponibile su Prime Video, capace di trasformare una tragedia storica in un thriller psicologico teso e disturbante.
Addio, Signor Haffmann è un film francese del 2021 diretto da Fred Cavayé. L’opera è l’adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale di Jean-Philippe Daguerre, già vincitrice di quattro premi Molière. Presentato in anteprima al Festival del cinema francofono di Angoulême nel 2021, il film ha poi avuto una buona distribuzione in Francia, ottenendo un buon riscontro di pubblico per un’opera storica.
Ambientato nella Parigi del 1941, durante l’occupazione nazista, il film ruota intorno alla figura di Joseph Haffmann, un gioielliere ebreo che, consapevole delle imminenti deportazioni, organizza la fuga della propria famiglia. Lui, però, decide di restare per proteggere l’attività. Quando le leggi razziali rendono impossibile continuare a lavorare, propone un accordo al suo dipendente François Mercier: cedergli formalmente la proprietà del negozio in cambio della promessa di essere nascosto fino alla fine della guerra.
Quello che inizialmente sembra un patto di sopravvivenza si trasforma progressivamente in un perverso gioco di potere. François e sua moglie Blanche, impossibilitati ad avere figli, avanzano una richiesta sconvolgente a Haffmann: in cambio della protezione, l’uomo dovrà mettere incinta Blanche. Da questo momento, il film abbandona ogni retorica eroica per addentrarsi in una zona grigia fatta di compromessi morali, frustrazione sociale, desiderio di riscatto e meschinità.
Il titolo Addio, Signor Haffmann richiama non solo la minaccia concreta della scomparsa fisica, ma anche quella della dissoluzione identitaria: chi è davvero il “signore” in quella casa? Il perseguitato nascosto o chi, approfittando del contesto storico, ne assume il ruolo sociale?
Il film si regge su tre interpretazioni centrali di grande intensità. Daniel Auteuil, che interpreta Joseph Haffmann, è un attore pluripremiato vincitore di due César, protagonista straordinario ne La ragazza sul ponte e Niente da nascondere. Gilles Lellouche è François Mercier: costruisce un personaggio ambiguo, sospeso tra opportunismo e fragilità, evitando la caricatura del collaborazionista. Infine, c’è Sara Giraudeau che veste i panni di Blanche regalando una performance intensa, in cui desiderio di maternità e senso di colpa si intrecciano in modo doloroso.
Il film da vedere stasera su Prime Video ha ottenuto una candidatura ai Premi César 2022 per la migliore sceneggiatura non originale. In Francia ha superato il milione di spettatori al botteghino, un risultato significativo per un dramma storico basato prevalentemente su dialoghi e ambientazioni chiuse.
Sul piano delle piattaforme di rating, il film ha ricevuto un’accoglienza generalmente positiva: su IMDb gli apprezzamenti per le interpretazioni e la costruzione drammatica onferiscono una media di 7/10; su Rotten Tomatoes il punteggio della critica è superiore al 70%, mentre su Google gli utenti premiano il lavoro con l’82% di consensi.
La forza della pellicolasta nella sua capacità di trasformare un contesto storico noto in un laboratorio etico. Non è un film sulla Shoah in senso tradizionale: non mostra campi di concentramento né grandi scenari bellici. È piuttosto un film sulla responsabilità individuale, sul compromesso e sull’ambizione sociale.
Su Prime Video, diventa il classico titolo da vedere se ci si vuol allontanare, per una sera, dalla frenesia delle produzioni mainstream.
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