La scomparsa di una bambina, una mente spezzata dal dolore e una città in cui nulla è davvero come sembra. Su Prime Video, Hypnotic parte da qui, da un trauma irrisolto che si trasforma subito in ossessione e che trascina lo spettatore dentro un labirinto di percezioni alterate, inganni e verità impossibili da afferrare.

Il detective Daniel Rourke rientra in servizio dopo un periodo di sospensione legato alla sparizione della figlia Minnie, avvenuta anni prima in un parco giochi. Un evento che ha distrutto il suo equilibrio emotivo e mandato in frantumi anche il suo matrimonio. Quando gli viene assegnato il caso di una serie di rapine in banca molto particolari – vengono sottratte solo cassette di sicurezza ben precise – Rourke intuisce subito che quell’indagine nasconde qualcosa di profondamente personale.

Durante un intervento, all’interno di una delle cassette destinate al furto, il detective trova una fotografia della figlia con una scritta enigmatica: “Trova Lev Dellrayne”. Da quel momento, l’indagine prende una piega inquietante. L’uomo rintracciato sembra conoscere troppo del passato di Rourke e comunica solo attraverso frasi criptiche, prima di sparire nel nulla, lasciando dietro di sé più domande che risposte.

Seguendo la pista, Rourke e il suo partner scoprono che dietro le rapine si nasconde un gruppo di individui addestrati a manipolare la mente umana: gli “ipnotici”. A guidare la rivelazione è Diana Cruz, ex agente governativa ed esperta di ipnosi, che sostiene come questi soggetti siano in grado di controllare le persone, piegandone la volontà fino a riscrivere la realtà stessa.

Da qui Hypnotic si trasforma in un thriller psicologico sempre più destabilizzante, dove il confine tra ciò che accade davvero e ciò che viene indotto nella mente del protagonista diventa progressivamente indistinto. Il film gioca apertamente con il tema della percezione, interrogandosi sul libero arbitrio, sul controllo mentale e sul prezzo da pagare quando la verità viene usata come arma.

Alla regia c’è Robert Rodriguez, autore dal DNA pulp inconfondibile, considerato da molti un erede ideale di Quentin Tarantino. Dopo aver attraversato generi e registri diversissimi, da Sin City a Grindhouse, Rodriguez firma un’opera più cupa e cerebrale, meno istintiva del solito, ma coerente con la sua ossessione per le narrazioni che sfidano le regole.

A sostenere il film è soprattutto Ben Affleck, che interpreta un protagonista fragile, consumato dal senso di colpa e dalla perdita, lontano dall’eroe classico e molto più vicino a un uomo in balia delle proprie paure. Accanto a lui, Alice Braga dona ambiguità e tensione al personaggio di Diana Cruz, figura chiave di un racconto che vive di sospetti e doppi livelli di lettura.

Uscito in sordina nelle sale, Hypnotic ha trovato una seconda possibilità grazie a Prime Video, dove è stato riscoperto da un pubblico curioso e più disposto a lasciarsi coinvolgere da una storia complessa e divisiva. Un film che non cerca l’unanimità, ma che riesce a tenere alta la tensione fino all’ultima scena, insinuando un dubbio costante: quanto di ciò che stiamo vedendo è reale, e quanto è solo un’illusione ben costruita?

Per chi ama i thriller psicologici che mettono alla prova attenzione e percezione, questa è una visione che vale la pena affrontare fino in fondo.

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