Il mantello, qui, non salva nessuno. Anzi, spesso serve a coprire il marcio. Su Prime Video sono disponibili le cinque stagioni di una fortunata serie che prova a raccontare cosa accadrebbe se i supereroi non fossero figure nobili, ma celebrità viziate, prodotti da marketing, strumenti politici, idoli tossici capaci di abusare dei propri poteri senza pagarne davvero le conseguenze.
E’ da qui che prende le mosse “The Boys”, una delle serie più intriganti degli ultimi anni, un action drama satirico che usa il sangue, il sarcasmo e l’eccesso per raccontare qualcosa di molto riconoscibile: la seduzione del potere.
Ideata da Eric Kripke, già creatore di Supernatural, la serie è basata sul fumetto omonimo di Garth Ennis e Darick Robertson. Il racconto mette subito in collisione due mondi. Da una parte ci sono i “Sette”, squadra di supereroi controllata dalla potentissima Vought International: sorrisi da copertina, sponsor milionari, conferenze stampa, apparizioni televisive e un’immagine pubblica costruita al millimetro. Dall’altra ci sono i Boys, un gruppo di uomini e donne senza superpoteri, segnati da traumi personali e decisi a smascherare ciò che si nasconde dietro l’industria dell’eroismo.
La serie è composta da 5 stagioni, ciascuna con otto episodi, con Karl Urban, Jack Quaid e Antony Starr tra gli interpreti principali.
La trama prende forma attraverso lo sguardo di Hughie Campbell, interpretato da Jack Quaid, figlio d’arte di Dennis Quaid e Meg Ryan. Hughie è un ragazzo normale, fragile, quasi fuori posto in un mondo che celebra la forza come unica moneta possibile. La sua vita viene distrutta da un evento traumatico legato a un supereroe e da quel momento entra nell’orbita di Billy Butcher, interpretato da Karl Urban, attore visto ne Il Signore degli Anelli, Star Trek e Dredd. Butcher è il cuore rabbioso della serie: carismatico, violento, profondamente ferito, incapace di distinguere sempre tra giustizia e vendetta.
Il vero volto inquietante di The Boys è però Patriota, interpretato da Antony Starr. È il capo dei Sette, il supereroe perfetto in apparenza: sorriso luminoso, bandiera addosso, discorsi patriottici, postura da salvatore. Ma sotto quell’immagine vive uno dei personaggi più disturbanti della serialità contemporanea, un uomo potentissimo, infantile, narcisista, affamato di amore pubblico e pronto a trasformare ogni frustrazione in minaccia. Accanto a lui si muovono Starlight, Queen Maeve, A-Train, Abisso e gli altri membri di una squadra che sembra più una multinazionale dell’immagine che una comunità di eroi.
La forza della serie su Prime Video sta nella sua capacità di usare il linguaggio del cinema dei suereroi per distruggerlo dall’interno. Ogni elemento familiare viene deformato: il salvataggio diventa spot, la tragedia diventa occasione di consenso, l’eroismo diventa brand. Dietro l’ironia feroce, The Boys propone temi molto contemporanei: il controllo dei media, la manipolazione dell’opinione pubblica, la spettacolarizzazione della violenza, il culto della personalità, la difficoltà di distinguere la verità dalla narrazione venduta al pubblico.
Nel cast figurano anche Erin Moriarty, Laz Alonso, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Chace Crawford, Colby Minifie e Jensen Ackles.
La quinta stagione, annunciata come conclusiva del percorso principale su Prime Video, ha portato la serie verso il suo ultimo atto, confermando la natura di un racconto pensato come una lunga discesa dentro l’apocalisse morale dei suoi personaggi.
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