Roma, marzo 2020. Da poco in Italia è scattato il lockdown per il Covid. Le strade sono vuote, le sirene tagliano il silenzio, la città sembra trattenere il fiato. Luca resta in casa. Sua moglie Sara, medico, esce ogni giorno per affrontare l’emergenza in ospedale. Lui insegna filosofia al liceo, fa lezione a distanza, guarda il mondo restringersi alle pareti dell’appartamento.
Poi, nella vita immobile del lockdown, entra Amanda, la vicina di casa. Giovane, magnetica, libera in un modo che a Luca sembra quasi offensivo. La vede dal balcone, la incrocia, la immagina. All’inizio è solo uno sguardo in più dentro giornate tutte uguali. Poi quello sguardo diventa attesa. E l’attesa prende la forma di un’ossessione.
Disponibile su Prime Video, “Muori di lei” è un film che usa il lockdown non come semplice cornice storica, ma come una stanza chiusa in cui tutto si amplifica: la frustrazione, il desiderio, la solitudine, il senso di fallimento. Il film, prodotto da da Nightswim, Medusa Film e Film House Bas Celik, è diretto da Stefano Sardo, anche sceneggiatore insieme a Giacomo Bendotti.
La trama si muove su un terreno riconoscibile: un uomo in crisi, un matrimonio già attraversato da crepe, una donna che diventa proiezione di tutto ciò che sembra mancare. Luca, interpretato da Riccardo Scamarcio, non è semplicemente attratto da Amanda, a cui presta il volto Mariela Garriga. La usa, mentalmente, per riscrivere se stesso. Con lei può sentirsi ancora desiderabile, vivo, meno incastrato in una quotidianità che gli pesa addosso. Il problema è che il desiderio, quando trova troppo spazio e nessun argine, smette presto di essere leggerezza.
Sara, interpretata da Maria Chiara Giannetta, resta spesso fuori casa. È dentro la parte più dura del tempo che il film racconta: corsie, turni, paura, responsabilità. Luca invece resta nel perimetro domestico, dove ogni oggetto sembra ricordargli una vita non pienamente scelta. La distanza tra i due aumenta non solo perché lei è assente, ma perché lui comincia a vivere quell’assenza come un alibi. La moglie lavora. Amanda è vicina.
Mariela Garriga dà ad Amanda una presenza ambigua, costruita più sui gesti che sulle spiegazioni. Non è soltanto la tentazione che arriva dall’altra parte del pianerottolo. È un personaggio che porta nella storia una tensione diversa, più scivolosa. Luca la guarda come una possibilità, forse come una fuga. Ma più si avvicina, più quella promessa cambia colore. L’incontro tra i due apre una relazione carica di attrazione, segreti e squilibri, fino a trascinare il racconto verso territori più vicini al thriller.
“Muori di lei” alterna dramma sentimentale, inquietudine psicologica e venature noir che rendono questa pellicola tra le più intriganti dell’ultimo periodo su Prime Video. Scamarcio lavora su un personaggio non particolarmente simpatico e proprio per questo interessante. Luca è fragile, vanitoso, frustrato. È un uomo che confonde il desiderio con la possibilità di rinascere e finisce per entrare in una zona in cui non controlla più nulla dove quella che pensa essere una via di uscita finisce per trasformarsi in un’altra forma di progionia.
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