La commedia italiana sa diventare crudele quando smette di consolare. Fa sorridere, ma intanto lascia intravedere lavori fragili, sentimenti sbilenchi, desideri rimandati e vite costrette a cambiare direzione. Su RaiPlay tre film molto diversi usano il tono leggero come porta d’ingresso verso qualcosa di più inquieto: un viaggio ai confini del Nord, un casolare dove l’amore non arriva mai, una provincia italiana in cui la maternità diventa anche paura sociale.
Queste tre commedie non cercano lo stesso ritmo, né la stessa temperatura emotiva. Hanno però un punto in comune: raccontano personaggi messi davanti a una scelta, proprio quando continuare come prima non basta più.
“Lapponia I love iù”
In “Lapponia I love iù” il riscatto arriva da lontano, in un paesaggio che sembra negare ogni scorciatoia. Carmine, cresciuto nella malavita napoletana, parte per la Finlandia con gli amici Enzo e Antonio dopo aver ereditato una villa dal fratello. Per ottenerla deve restare due mesi tra i ghiacci.
La regia di Ken-Are Bongo lavora sul contrasto tra Napoli e la Lapponia, tra rumore e silenzio, furbizia e regole, passato criminale e possibilità di cambiare pelle. La commedia nasce dallo scontro culturale, ma il film prende forza quando il viaggio smette di essere solo equivoco e diventa passaggio morale.
Erasmo Genzini porta nel protagonista una fragilità nascosta sotto l’istinto di sopravvivenza. Accanto a lui, Nicolò Galasso e Gennaro Lucci accompagnano il lato più comico del racconto, mentre Sissi Jomppanen introduce una sensibilità diversa, legata alla cultura Sami e a un’idea meno rumorosa di futuro.
- Leggi la recensione completa di “Lapponia I love iù”
“Amori in corso”
“Amori in corso” è una piccola commedia sentimentale del 1989, ma sotto l’apparenza lieve custodisce un movimento più sottile. Bianca e Anna si ritirano in un casolare di campagna per preparare un esame. L’equilibrio cambia quando entra in scena l’attesa di Cesare, ragazzo desiderato da entrambe e destinato, almeno all’inizio, a dividere le due amiche.
Il film di Giuseppe Bertolucci costruisce la tensione su un’assenza. Cesare non arriva, e al suo posto si presenta Daniela, presunta fidanzata capace di trasformare la gelosia in alleanza. L’equivoco sentimentale diventa così un modo per raccontare amicizia, desiderio, rivalità e scoperta di sé.
Francesca Prandi, Stella Vordemann e Amanda Sandrelli danno al film un tono sospeso, quasi da camera emotiva. Poche figure, pochi spazi, molte attese. La commedia non esplode mai davvero: lavora piano, come una ferita leggera che cambia forma mentre i personaggi capiscono di non aspettare più la persona giusta, ma una verità su se stessi.
- Leggi la recensione completa di “Amori in corso”
“Gli ultimi saranno ultimi”
Con “Gli ultimi saranno ultimi” la commedia si fa più amara, quasi ruvida. Luciana aspetta un figlio e perde il lavoro. La notizia che dovrebbe aprire una stagione felice diventa l’inizio di una discesa fatta di conti, umiliazioni, precarietà e solitudine.
Il film di Massimiliano Bruno, tratto dalla sua omonima pièce teatrale, racconta una provincia italiana in cui la dignità non crolla in un momento solo, ma viene consumata giorno dopo giorno. La gravidanza di Luciana non viene accolta come promessa di vita: diventa un problema produttivo, un ostacolo, una ragione non detta per spingerla fuori.
Paola Cortellesi attraversa il film con una forza dolorosa, mentre Alessandro Gassmann dà corpo a un compagno affettuoso ma fragile, incapace di offrire davvero protezione. Fabrizio Bentivoglio completa il quadro con un personaggio segnato da un altro fallimento, mostrando come la commedia possa diventare racconto sociale senza perdere umanità.
- Leggi la recensione completa di “Gli ultimi saranno ultimi”
