Una donna con una figlia da crescere, una carriera da rimettere in carreggiata in una città nuova e un passato sentimentale mai davvero archiviato. Su Raiplay puoi rivedere “Costanza”, una serie italiana in 8 episodi diretta da Fabrizio Costa, tratta dal romanzo “Questione di Costanza” di Alessia Gazzola, primo capitolo della trilogia dedicata alla paleopatologa Costanza Macallè.
La protagonista è Miriam Dalmazio, chiamata a dare volto a una donna brillante, ironica, spesso travolta dagli eventi più di quanto vorrebbe ammettere. Accanto a lei ci sono Marco Rossetti, nel ruolo di Marco Erdély de Verre, Lorenzo Cervasio, che interpreta Ludovico Bramin, ed Eleonora De Luca, nei panni della sorella Toni. La serie è andata in onda su Rai 1 dal 30 marzo al 13 aprile 2025 ed è disponibile su RaiPlay. Tra l’altro è notizia di questi giorni l’arrivo in riva all’Adige ed a Soave della troupe cinematografica per girare la seconda stagione della serie.
La storia ruota intono a Costanza Macallè, una paleopatologa siciliana e madre single. Una professione particolare, già di per sé narrativa: studia resti umani antichi, cerca tracce di malattie, ferite, cause di morte, dettagli capaci di restituire una storia a chi non può più raccontarla. Quando arriva a Verona per un incarico di lavoro, non si porta dietro soltanto competenze scientifiche e voglia di ricominciare. Con lei c’è Flora, sua figlia, e c’è una verità tenuta a lungo in sospeso: il padre della bambina vive proprio lì.
Il padre è Marco, interpretato da Marco Rossetti. Costanza lo ritrova dopo sette anni, quando lui è ormai dentro un’altra vita e sta per sposare Federica, a cui dà volto Giulia Arena. Il loro incontro riapre immediatamente un terreno complicato. C’è una bambina da riconoscere, un passato da chiarire, un presente sentimentale pieno di spigoli. Costanza, che sul lavoro prova a decifrare ossa e reperti, nella vita privata si ritrova davanti a qualcosa di molto meno ordinato.
La trama della serie da vedere su Raiplay si muove sia sul binario personale che su quello professionale della protagonista. Costanza deve affrontare il rapporto con Marco, la gestione della maternità, la presenza della sorella Toni, le nuove dinamiche familiari e sentimentali. Ma non può tralasciare il lavoro nel laboratorio di paleopatologia, dove indaga su un antico mistero legato a Biancofiore. Le sue scoperte vengono raccontate anche attraverso un podcast, elemento che dà alla serie un aggancio contemporaneo e permette di intrecciare il passato remoto con il linguaggio di oggi.
È proprio questo incastro a rendere “Costanza” diversa dalla classica fiction romantica. La componente sentimentale è forte, certo, ma il racconto non resta chiuso nel triangolo amoroso. Il lavoro della protagonista porta continuamente la storia altrove: dentro archivi, resti, ipotesi scientifiche, leggende, ricostruzioni. La paleopatologia diventa una forma di investigazione, solo che invece di partire da un delitto appena commesso parte da vite lontanissime, da corpi consumati dal tempo, da domande rimaste aperte per secoli.
Nel frattempo, Verona diventa un punto di approdo e di prova. Costanza deve costruire una quotidianità nuova, trovare un equilibrio con Flora, capire come comportarsi con Marco e con Federica, affrontare le proprie insicurezze senza perdere quella leggerezza un po’ caotica che la caratterizza.
Il personaggio principale della fiction su Raiplay non viene disegnato come una donna infallibile. Attorno a lei si muove un cast che dà ritmo alla serie. Lorenzo Cervasio interpreta Ludovico, figura destinata a complicare ulteriormente la mappa emotiva della protagonista, mentre Caterina Shulha è Diana Ferraris, collega coinvolta nelle ricerche. Franco Castellano veste i panni del professor Edoardo Melchiorre, punto di riferimento nel lavoro di Costanza, e Kaspar Capparoni compare nel ruolo di Federico II.
La presenza di Eleonora De Luca, nei panni di Toni, serve invece a radicare la protagonista in una dimensione familiare più vivace, spesso ironica, a tratti tenera.
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