Un caffè elegante affacciato su una piazza silenziosa, una città di provincia che sembra vivere fuori dal tempo e un uomo che osserva il mondo da dietro una vetrina, come se la vita gli scorresse accanto senza più coinvolgerlo davvero. È dentro questa atmosfera sospesa che prende forma “L’ombra del giorno”, il film diretto da Giuseppe Piccioni nel 2022 e oggi disponibile in streaming su RaiPlay.
Ambientato negli anni più inquieti della storia italiana, il film racconta una vicenda intima e dolorosa che intreccia amore, memoria e coscienza morale. Una storia che parla di scelte difficili, di paura e di coraggio silenzioso, capace di emergere quando tutto sembra già deciso.
Al centro del racconto troviamo Riccardo Scamarcio, che interpreta Luciano, un uomo segnato dalla vita e dalla guerra. Accanto a lui la giovane e intensa Benedetta Porcaroli, volto sempre più presente nel nuovo cinema italiano, qui protagonista di un personaggio fragile e misterioso che cambierà radicalmente il destino dell’uomo.
Il film, che dura 123 minuti, nasce dalla collaborazione tra Lebowski e Rai Cinema, con distribuzione di 01 Distribution, e rappresenta uno dei lavori più delicati della filmografia di Piccioni, regista che già in opere come Fuori dal mondo e Luce dei miei occhi aveva dimostrato una particolare sensibilità nel raccontare i conflitti interiori dei suoi personaggi.
La storia è ambientata nel 1938, ad Ascoli Piceno, una città che nel film diventa quasi un personaggio a sé. Le piazze, le strade e gli interni del celebre Caffè Meletti restituiscono un’Italia elegante e ordinata solo in apparenza. Dietro quella calma si muovono infatti le ombre del regime fascista, delle leggi razziali e di una guerra che si avvicina lentamente ma inesorabilmente.
Luciano gestisce il ristorante affacciato sulla piazza principale. È un uomo claudicante, reduce della Prima Guerra Mondiale, che vive con disciplina e distacco. Simpatizzante del fascismo, guarda la realtà con una sorta di rigidità morale che sembra proteggerlo dalle contraddizioni del tempo.
Poi arriva Anna.
La giovane donna interpretata da Benedetta Porcaroli chiede lavoro come cameriera e da quel momento l’equilibrio di Luciano inizia a incrinarsi. Dietro l’apparente semplicità della ragazza si nasconde infatti un segreto che potrebbe metterla in serio pericolo.
Ed è qui che “L’ombra del giorno” trova la sua vera forza narrativa.
Il film non racconta la guerra attraverso le battaglie o le scene spettacolari. La racconta invece attraverso le scelte quotidiane, attraverso il peso morale delle decisioni personali. La Storia con la S maiuscola resta sullo sfondo, ma la sua presenza è costante e minacciosa.
Luciano, che all’inizio appare freddo e distante, si trova lentamente costretto a mettere in discussione le proprie convinzioni. L’amore diventa allora il motore di un cambiamento profondo. Non un sentimento romantico nel senso più convenzionale, ma una forza capace di incrinare certezze politiche e morali.
È proprio questa trasformazione a rendere il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio particolarmente interessante. L’attore costruisce un uomo duro, silenzioso, quasi chiuso dentro sé stesso, ma progressivamente attraversato da una tensione interiore sempre più evidente.
Accanto a lui, Benedetta Porcaroli porta sullo schermo una presenza delicata e intensa, capace di suggerire fragilità e determinazione nello stesso sguardo. Nel film compare anche Antonio Salines, grande interprete del teatro e del cinema italiano, in uno dei suoi ultimi ruoli prima della scomparsa. La pellicola gli è infatti dedicata.
Dal punto di vista stilistico Giuseppe Piccioni sceglie una regia sobria, quasi contemplativa. I dialoghi sono misurati, le atmosfere sospese, la fotografia gioca con luci morbide e tonalità calde che evocano una provincia italiana ancora elegante ma già attraversata da inquietudini profonde.
I dati di gradimento confermano una buona accoglienza da parte del pubblico: il film registra circa il 60% di apprezzamento su Google e un punteggio di 6,6 su IMDb. Molte recensioni hanno sottolineato proprio la capacità della pellicola di raccontare un periodo storico complesso senza retorica né spettacolarizzazione.
Guardandolo oggi su RaiPlay, “L’ombra del giorno” appare come un film che preferisce la profondità emotiva al clamore narrativo. Un racconto che si muove tra silenzi, sguardi e piccoli gesti, lasciando emergere lentamente il peso della Storia sulle vite individuali. Un cinema che non alza la voce, ma che riesce comunque a colpire nel segno.
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