Un racconto natalizio insolito e malinconico, dove la luce non è quella delle luminarie  ma quella della coscienza. Un delicato e al tempo stesso potentissimo caso di coscienza, tra silenzi e scelte morali, che mostra come anche un gesto “piccolo” possa diventare un atto di enorme coraggio.

Su Raiplay c’è un film drammatico uscito nelle sale nel febbraio 2024 che è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino nello stesso anno.  Si intitola Piccole cose come queste (Small Things Like These) ed è una di quelle pellicola che, pur nella sua apparente semplicità, lascia un segno profondo.

Diretto da Tim Mielants e tratto dal breve ma intensissimo romanzo omonimo della scrittrice irlandese Claire Keegan, il film è prodotto da e interpretato da Cillian Murphy, reduce dal successo planetario di Oppenheimer che gli è valso il Premio Oscar.

La storia si svolge in Irlanda nel Natale del 1985, in una cittadina segnata dal freddo e da un’atmosfera di apparente quiete. Bill Furlong (Murphy) è un uomo comune: marito affettuoso, padre di cinque figlie, commerciante di carbone e legna. La sua vita scorre tra lavoro e famiglia, fino a quando una consegna al convento locale lo mette di fronte a una terribile realtà: giovani donne rinchiuse e sfruttate nelle Magdalene Laundries, istituzioni religiose realmente esistite e tristemente note per gli abusi e le umiliazioni inflitte per decenni.

La scoperta incrina la sua serenità e lo costringe a una scelta morale: voltarsi dall’altra parte, come fa tutto il paese, o agire, anche a costo di rischiare tutto ciò che ha.

Oltre a Murphy, il film vede nel cast Eileen Walsh, Michelle Fairley, Ciarán Hinds e Emily Watson, nei panni della spietata Madre Superiore.

Ogni interprete contribuisce con misura e intensità a costruire un racconto intimo, dove i silenzi pesano più delle parole. Mielants opta per una regia sobria e contemplativa: toni freddi, luci naturali e ambientazioni scarne, che restituiscono l’essenzialità del romanzo di Keegan.

Quello che vedrai stasera su Raiplay è un film di atmosfere e sguardi, in cui il dramma morale si consuma nell’intimità dell’animo del protagonista.
Al centro, la domanda universale: cosa significa essere buoni, quando la bontà può costarti tutto?

Murphy, anche produttore tramite la sua casa Big Things Films, regala un’interpretazione di straordinaria intensità: il suo Furlong è un uomo qualunque, ma capace di un gesto di coraggio che diventa simbolico.

Piccole cose come queste ha ricevuto recensioni molto positive da parte della critica internazionale.

Il settimanale IoDonna ricorda che Piccole cose come queste si inserisce nella lunga tradizione britannica, da teatro al cinema, di drammi che da una dimensione intima e quotidiana si aprono a una universale”.Il Manifesto definisce il racconto come “la violenza del patriarcato benedetta dalle monache”.
Su Rotten Tomatoes, il film detiene un punteggio di circa 90% di recensioni positive, mentre su IMDb ottiene una media di 7.2/10. Su Google la valutazione è sensibilmente più bassa.

Al botteghino, il film ora disponibile su Raiplay ha incassato poco più di 14 milioni di dollari.

Piccole cose come queste è un film che parla piano, ma arriva dritto al cuore. Costruisce un senso crescente di empatia e riflessione. È un’opera che invita a guardare il male silenzioso che si nasconde nella normalità e a riscoprire il potere dei gesti minimi, delle “piccole cose” che possono cambiare tutto.

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