C’è una serata in cui in TV non cerchi solo evasione, ma storie che ti prendono per mano e ti portano dentro zone d’ombra fatte di colpa, memoria e scelte irreversibili. È in quei momenti che il cinema europeo e il thriller psicologico sanno ancora sorprendere, soprattutto quando passano quasi inosservati e poi, a distanza di tempo, chiedono una seconda chance.
Su RaiPlay ci sono tre titoli che, pur diversissimi tra loro, condividono la capacità di lavorare sul non detto, sul peso del passato e su quella tensione sottile che cresce scena dopo scena. Non sono film urlati. Sono opere che ti restano addosso e che dovresti vedere subito prima che vengano tolti dal catalogo.
Il primo è “Gli omicidi di Pont d’Arc”, produzione televisiva francese del 2023, diretta da Christelle Raynal e ambientata lungo le suggestive rive dell’Ardèche, nei pressi del Pont d’Arc. Qui il crime assume una dimensione quasi archeologica: un omicidio compiuto con una lama di selce preistorica diventa il detonatore di una storia che unisce delitti presenti e ferite mai rimarginate.

La regia sceglie un ritmo misurato, più interessato alle crepe emotive dei personaggi che all’azione pura. Élodie Varlet e Samy Gharbi danno corpo a due investigatori costretti a collaborare nonostante un passato devastante, in un racconto che parla di vendetta, memoria e verità sepolte. Non è un caso se questo film, uscito in sordina, ha superato i 4,5 milioni di spettatori in Francia e mantiene su IMDb una valutazione solida per il genere. È uno di quei thriller da riscoprire, dove il paesaggio diventa parte della narrazione.
Il tono cambia radicalmente con “Piccole cose come queste”, film drammatico del 2024, diretto da Tim Mielants e tratto dal romanzo di Claire Keegan. Qui siamo lontani dal giallo classico, ma la tensione è forse ancora più lacerante. Ambientato nell’Irlanda del Natale 1985, il film segue un uomo comune, interpretato con straordinaria misura da Cillian Murphy, che si trova davanti a una verità insostenibile legata alle Magdalene Laundries.

Non c’è mistero da risolvere, ma una domanda morale che pesa come un macigno: cosa significa fare la cosa giusta quando tutto ti invita al silenzio? La regia è asciutta, contemplativa, fatta di sguardi e attese. La critica internazionale ha parlato di piccolo gioiello nascosto, e non a torto: su Rotten Tomatoes sfiora il 90% di recensioni positive, mentre su IMDb supera il 7/10. È uno di quei film che torna attuale oggi più che mai.
A chiudere il trittico c’è “Amnesia fatale”, thriller psicologico statunitense del 2022, arrivato in Italia su RaiPlay nel 2024, diretto da Gigi Gaston. Qui il racconto gioca apertamente con i temi dell’identità e del ricordo: una donna si risveglia dal coma senza memoria degli ultimi cinque anni e scopre che ogni relazione attorno a lei potrebbe essere una menzogna. Il film, prodotto da Cartel Pictures con Lifetime Television, non reinventa il genere, ma lavora bene sulla sospensione e sul dubbio costante.

Kate Watson regge il film con un’interpretazione credibile, mentre la sceneggiatura semina indizi e ambiguità fino all’ultimo. Le valutazioni sono più divisive, con un 5,4/10 su IMDb, ma proprio questa imperfezione lo rende un thriller sottovalutato, ideale per chi ama le storie mentali e claustrofobiche.
Tre film, un unico filo rosso: il peso delle scelte e dei segreti. Su RaiPlay trovi un cinema che non cerca scorciatoie, che preferisce insinuarsi lentamente e lasciarti qualcosa su cui riflettere anche dopo i titoli di coda. A volte, è proprio da questi titoli rimasti nell’ombra che arrivano le sorprese più sincere.
