Leggi la recensione e guarda il trailer del film “Qui rido io” su RaiPlay che racconta la vita di Eduardo Scarpetta e dei suoi figli, con la magistrale interpretazione di Toni Servillo.

Un film drammatico costruito con uno stile narrativo che racchiude in sé i linguaggi più autentici del teatro napoletano del ‘900: su Raiplay non perdere “Qui rido io”, il lavoro di Mario Martone incentrato sulla figura di Eduardo Scarpetta, il padre del teatro napoletano.

Padre è il termine che meglio si addice a Scarpetta che, come emerge nell’opera cinematografica presentata in concorso alla 78° Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia nel 2021, lo è stato metaforicamente ma non solo.

Perché oltre a sfornare commedie per il teatro, l’attore e autore napoletano passando da un palcoscenico all’altro ha lasciato (per fortuna) diversi figli, anche illegittimi, che ne hanno seguito le orme. Su tutti, come emerge in maniera forte dal film di Martone, i tre fratelli De Filippo, Eduardo, Peppino e Titina, sicuramente i suoi più grandi discendenti che hanno portato avanti, aggiornandola e rafforzandola, la vocazione teatrale paterna.

“Qui rido io” è una produzione italo-spagnola di Indigo Film con Rai Cinema e Tornasol. La distribuzione italiana del film è stata curata da 01 Distribution (a True Colours quella estera).

Il successo al botteghino della pellicola di Martone (Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto, Noi credevamo, Il sindaco del rione Sanità) che RaiPlay propone nel suo carnet di film italiani è stato notevole con incassi superiori al milione e mezzo di euro. Ampi consensi confermati anche on line, con l’80% degli utenti Google a cui è piaciuto il film ed un punteggio di 7,1/10 su IMDb.

Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera definì, all’uscita, il film “una specie di ricapitolazione in forma di commedia di un legame con le proprie radici napoletane, complesse e chiaroscurali come fu Scarpetta”.

A interpretare il ruolo del grande commediografo non poteva che essere uno degli interpreti più incisivi del cinema italiano, Toni Servillo, autore di una performance a dir poco straordinaria che gli è valsa la candidatura a numerosi premi.

Con lui spicca anche il discendente ed omonimo Eduardo Scarpetta, la cui interpretazione gli è valsa un David di Donatello. A completare il cast Maria Nazionale, Lino Musella, Cristiana Dell’Anno, Antonia Truppo, Benedetto Casillo e Iaia Forte.

Un film su Scarpetta e i De Filippo, che significa sulla storia del teatro italiano del Novecento, non poteva non fare incetta di premi e riconoscimenti. In concorso a Venezia per il Leone d’oro al Miglior film, in laguna l’opera di Martone ha conquistato il Premio Pasinetti al miglior attore (Toni Servillo).

Dodici candidature e due premi anche ai David di Donatello per “Qui rido io”: al giovane Eduardo Scarpetta quale miglior attore non protagonista e alla migliore scenografia (Giancarlo Muselli e Carlo Rescigno). La pellicola, nel 2022, ha conquistato anche quattro Ciak d’Oro (miglior film, migliore scenografia, migliori costumi e migliore fotografia) e due Nastri d’Argento (miglior regista e migliore sceneggiatura).

La potenza di Scarpetta, incarnato magistralmente da Toni Servillo (Morte di un matematico napoletano, I vesuviani, Le conseguenze dell’amore, La grande bellezza, E’ stata la mano di Dio), risiede nel suo devoto pubblico, che affolla il botteghino e ama senza riserve.

La sontuosa villa estiva del comico, finanziata da una sola commedia, “Na santarella“, reca l’iscrizione “Qui rido io”. Don Felice Sciosciammocca, la maschera più popolare, è l’eredità che Scarpetta intende trasmettere. Tuttavia, suo figlio Vincenzo, contrario al teatro dialettale, viene sostituito da un giovane Eduardo De Filippo.

La trama si snoda in una sorta di legal thriller ante litteram quando Scarpetta sfida il poeta D’Annunzio, ma la sua parabola culmina in un processo per plagio, con il filosofo Benedetto Croce che lo difende. Un dramma comico nella Napoli della Belle Époque.

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