Leggi la recensione del film drammatico “La figlia oscura” su Raiplay, un viaggio emotivo tra maternità e identità tratto da un romanzo di Elena Ferrante.
In un’atmosfera di apparente serenità, una donna si confronta con il proprio vissuto, riscoprendo sfumature di sé che credeva sepolte. Su Raiplay c’è un film drammatico da vedere stasera tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante.
La figlia oscura è una pellicola del 2021, diretta da Maggie Gyllenhaal al suo esordio nella regia cinematografica. L’opera è stata presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha attirato l’attenzione per la sua carica emotiva e per la straordinaria interpretazione della protagonista, Olivia Colman (“The Iron Lady”, “The Crown“, “Wonka”) che interpreta Leda.
Dakota Johnson (“Cinquanta sfumature di grigio”, “Cinquanta sfumature di nero”, “50 sfumature di rosso”, “Persuasione”) e Jessie Buckley (“A proposito di Rose“, Judy, Women Talking) sono le altre due figure di spicco del film che è stato prodotto da Endeavor Content e Pie Films, ed ha ricevuto tre candidature agli Oscar (per la miglior attrice, la miglior attrice non protagonista e la miglior sceneggiatura non originale).
La trama ruota intorno alla figura di Leda, una professoressa di mezza età che decide di trascorrere una vacanza solitaria in Grecia, desiderosa di staccare dalla sua routine accademica. Mentre si gode il sole e il mare, la tranquillità del luogo è interrotta dall’arrivo di una chiassosa famiglia italiana, tra cui spicca Nina, madre giovane e affascinante con una figlioletta al seguito.
Per Leda, l’osservazione di quel rapporto madre-figlia scatena un viaggio interiore che la costringe a fare i conti con le scelte compiute in passato e con i momenti difficili della sua maternità.
Tra ricordi dolorosi e gesti apparentemente innocui, l’equilibrio emotivo di Leda vacilla sempre di più, portandola a compiere azioni che rivelano quanto sia complicato accettare il lato oscuro del proprio istinto materno.
La figlia oscura ha incassato al botteghino circa 4 milioni di dollari prima di approdare su piattaforme di streaming come Raiplay. Per gli utenti Google, il lavoro cinematografico ottiene un apprezzamento che si attesta intorno al 55%, mentre su IMDb la valutazione media è 6,7/10. Su RottenTomatoes, invece, la percentuale di recensioni positive raggiunge un notevole 94%, a testimonianza dell’accoglienza entusiasta di gran parte della critica e del pubblico più appassionato.
Anche per approfondire i motivi che hanno spinto a tale successo, consigliamo di non perdere la visione di questa pellicola di grande valore. E non solo per il perfetto equilibrio tra delicatezza e durezza che la regista al suo esordio riesce a trasmettere all’intera narrazione quanto per la capacità di riportare sul grande schermo l’essenza del romanzo della Ferrante: in ogni scena, proprio come nelle sue pagine, c’è un modo singolare di affrontare i temi del senso di colpa, dell’identità femminile e del conflitto tra libertà personale e responsabilità.
“I temi ferrantiani della maternità come peso e obbligo ci sono tutti, le attrici sono decisamente brave (e meglio dei colleghi maschi tra cui spicca un Ed Harris ultra-rugoso)” scrive Paolo Mereghetti su IoDonna. mentre Serena Nannelli su Il Giornale definisce il lavoro “un’opera prima enigmatica e d’impatto”.
Ciò che è certo è che un film come La figlia oscura da vedere su Raiplay riesce a sviscerare con rara schiettezza i contrasti della maternità: la dolcezza e l’inquietudine, la dedizione e il desiderio di fuga. L’atmosfera, sospesa fra il sole abbagliante della Grecia e l’oscurità dei ricordi di Leda, crea un palcoscenico emotivo in cui ogni sguardo o silenzio risuona con forza.
Insomma, l’opera va ben oltre la superficie mostrata e rappresenta un viaggio emotivo intenso ed illuminante.
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