Diventare adulti non coincide sempre con un momento preciso. A volte arriva attraverso una gravidanza inattesa, altre con la scoperta di un talento che si ha paura di mostrare, altre ancora quando ci si accorge che certi giochi hanno conseguenze molto più serie di quanto si immaginasse.
Il cinema italiano disponibile su RaiPlay attraversa questa età incerta senza indulgere nella nostalgia. Roma e il suo litorale, una scuola privata, le feste, la musica e le periferie diventano paesaggi diversi di uno stesso smarrimento: quello di ragazzi che cercano un’identità mentre il futuro comincia già a pretendere delle risposte.
Sono film sulla giovinezza che guardano soprattutto alle crepe. Il bisogno di libertà, la paura di fallire, il desiderio di lasciare un segno e l’illusione di poter rimandare ancora tutto. Perché crescere, quasi sempre, comincia proprio quando non ci si sente pronti.
Una sterminata domenica su RaiPlay

L’estate sembra poter durare per sempre in “Una sterminata domenica”, esordio alla regia di Alain Parroni che segue Alex, Brenda e Kevin mentre attraversano senza una vera meta Roma, le periferie e la campagna del litorale. Brenda è incinta, Alex sta per trovarsi davanti a una responsabilità che non sa ancora come affrontare, Kevin cerca invece di lasciare ovunque una traccia del proprio passaggio.
A interpretarli sono Enrico Bassetti, Federica Valentini e Zackari Delmas. Il film, presentato nel 2023 nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, evita però il percorso ordinato del classico racconto di formazione. Tutto appare instabile: sentimenti, amicizie, corpi, desideri e persino il paesaggio attraversato dai protagonisti.
Motorini, strade assolate, telefoni, campi ai margini della città e notti che sembrano non finire compongono un’estate vissuta con la convinzione tipica di quell’età che il tempo sia ancora infinito.
Ma proprio mentre Alex, Brenda e Kevin cercano di restare dentro quel presente senza regole, qualcosa comincia inevitabilmente a cambiare. La giovinezza raccontata da Parroni non finisce con una porta che si chiude: si dissolve lentamente mentre i protagonisti stanno ancora cercando di capire cosa farsene.
Quasi a casa su RaiPlay

La paura di crescere assume una forma molto più intima in “Quasi a casa”, opera prima di Carolina Pavone con Maria Chiara Arrighini nei panni di Caterina, giovane musicista che possiede talento ma non ancora la sicurezza necessaria per trasformarlo in una direzione di vita.
Caterina canta e compone, ma davanti alla possibilità di esporsi preferisce tirarsi indietro. Il suo riferimento è Mia Jerome, cantante francese interpretata da Lou Doillon, figura libera e apparentemente irraggiungibile che la ragazza ha trasformato in un modello.
Quando riesce quasi per caso ad avvicinarla e a diventare la sua autista, la distanza tra idolo e persona reale comincia però a ridursi. Caterina scopre così che anche chi sembra aver trovato il proprio posto può convivere con fragilità, insicurezze e contraddizioni. Accanto alle due protagoniste ci sono Michele Eburnea e Stefano Abbati.
Anche qui l’estate e il litorale creano una parentesi sospesa, ma l’inquietudine non esplode nella rabbia. Si manifesta nel confronto continuo con gli altri, nell’ammirazione e in quella sensazione molto giovane di essere sempre un passo indietro rispetto alla vita che si vorrebbe avere.
Per Caterina diventare adulta significa allora qualcosa di meno spettacolare e più difficile: smettere di cercare negli altri la conferma di avere diritto alla propria voce.
Un gioco da ragazze su RaiPlay
Molto più oscuro è il passaggio raccontato da “Un gioco da ragazze”, esordio cinematografico di Matteo Rovere tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Cotti. Elena, Michela e Alice frequentano una prestigiosa scuola privata e vivono provocazioni, droghe e feste come se ogni limite esistesse soltanto per essere oltrepassato.
Chiara Chiti, Desirée Noferini e Nadir Caselli interpretano le tre adolescenti, mentre Filippo Nigro è Mario Landi, giovane professore idealista che diventa il bersaglio di un gioco di seduzione e manipolazione destinato progressivamente a perdere qualsiasi carattere innocente.
Questo film del 2008, disponibile su Raiplay, guarda a una giovinezza molto diversa da quella spaesata degli altri due titoli. Qui ci sono benessere, sicurezza economica e la convinzione di poter controllare adulti e situazioni. Proprio il privilegio contribuisce ad alimentare l’idea che le conseguenze appartengano sempre a qualcun altro.
Rovere porta lentamente quella sicurezza verso una zona sempre più inquietante. E quando il gioco smette di essere soltanto un gioco, ciò che resta non è più l’innocenza perduta, ma la scoperta brutale che diventare adulti significa anche essere chiamati a rispondere di ciò che si è fatto.
