Alla cerimonia degli Oscar 2010 ha vinto 6 premi, tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio, consacrandosi come uno dei film di guerra più importanti degli ultimi anni. Eppure, non ci sono grandi battaglie a fare da cornice ma solo un uomo e una bomba da disinnescare, con il tempo che scorre e il silenzio che diventa assordante.
Su Raiplay è disponibile stasera “The Hurt Locker” un’opera di grande successo, che abbandona l’epica della guerra così come siamo abituati a vederla sul grande schermo per concentrarsi sull’uomo e sulle sue ossessioni.
Il film è una produzione statunitense del 2008, diretta da Kathryn Bigelow, diventata con questo lavoro la prima donna a vincere l’Oscar per la miglior regia. Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2008, la pellicola ha avuto un percorso particolare: inizialmente distribuito in modo limitato, è poi diventato un caso durante la stagione dei premi.
Non c’è una trama lineare tradizionale, ma una serie di episodi che mostrano la routine della guerra di una squadra di artificieri dell’esercito americano impegnata in Iraq durante il conflitto. Ogni scena è costruita per generare tensione, spesso attraverso il silenzio e l’attesa.
Il protagonista è il sergente William James, interpretato da Jeremy Renner, specialista nella disattivazione di ordigni esplosivi. È un uomo estremamente competente, ma anche impulsivo e ossessionato dal rischio. Della sua squadra fanno parte anche il sergente Sanborn (Anthony Mackie), collega più razionale e prudente e il giovane soldato Eldridge (Brian Geraghty).
Ogni missione è una sfida contro il tempo: individuare la bomba, capire come disinnescarla, ignorare la paura e fidarsi solo dell’istinto. Ma il vero conflitto non è solo esterno. James sviluppa un rapporto quasi patologico con l’adrenalina, arrivando a vedere la guerra non solo come un dovere, ma come una necessità.
Uno degli aspetti più innovativi dell’opera da vedere stasera su Raiplay è proprio l’approccio: la regia di Kathryn Bigelow utilizza uno stile quasi documentaristico, con camera a mano e ritmo serrato, per immergere lo spettatore nella situazione. E’ così che la pellicola racconta la guerra non nel suo insieme, ma attraverso la percezione individuale di chi la vive ogni giorno.
Non è un caso che la critica internazionale lo abbia definito uno dei migliori film di guerra moderni.Eppure, come ricordava qulche tempo fa l’Ansa, in Italia il lavoro pluripremiato non ebbe grossi riscontri al botteghino alla sua uscita in sala, salvo poi recuperare con la diffusione attraverso le piattaforme streaming.
I numeri restituiti dalla principali piattaforme che raccolgono recensioni sono la fotografia di un successo: 86% di commenti positivi su Google, una valutazione media di 7,5/10 su IMDb addirittura il 97% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
“Hurt Locker punta sullo stile documentaristico lanciato da ‘Redacted’ di Brian De Palma. E mostra la vita quotidiana di quei pazzi che a mani nude, sprezzanti del pericolo, sfidano ogni giorno il destino” scriveva Gloria Satta su il Messaggero mentre Lietta Tornabuoni sulla Stampa evidenziava che il film “ha un doppio spessore: formalmente potrebbe ance sembrare un film patriottico, ma l’orrore che la guerra in Iraq suscita nello spettatore, il pericolo costante rappresentato dalla guerriglia e dalla popolazione civile-ostile, fa un effetto fortissimo”.
Un titolo da non lasciarsi sfuggire per ampliare il proprio bagaglio di visioni da Premio Oscar.
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