Un racconto reale, intenso e profondo della complessità del Medio Oriente. Gianfranco Rosi cattura con la sua telecamera e la sua tecnica narrativa storie, paure e sentimenti riprodotti in Notturno, l’opera cinematografica presentata in anteprima alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che è ora possibile vedere su RaiPlay.

Il film racconta vicende personali che confluiscono in uno spaccato generale di vita nei territori situati tra la Siria, l’Iraq, il Kurdistan e il Libano. Non un classico reportage di guerra ma storie reali raccontate secondo la tecnica ormai consolidata da Rosi, autore di Fuocammare, altro fortunatissimo docufilm girato a Lampedusa che gli valse nel 2016 l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Il lungometraggio fu scelto anche per rappresentare l’Italia agli Oscar, non raggiungendo però la Nomination.

Notturno  è un resoconto visivo di tre intensi anni di esplorazione condotta lungo i confini tra Siria, Libano, Iraq e Kurdistan. L’obiettivo è abbracciare un’idea di Medio Oriente che vada oltre le linee divisorie geopolitiche, ma che sia segnato in profondità dalle cicatrici delle guerre e delle occupazioni.

In questo intricato mosaico umano, si intrecciano varie storie che ci riportano all’essenza dell’umanità: un cacciatore che solca le acque tra i canneti e una squadra di coraggiose guerrigliere in una delicata pattuglia. C’è un giovane che si sforza di lavorare ogni giorno per sostenere la sua famiglia, accanto a soldati schierati in un posto di blocco.

Nel quadro di questa complessa realtà, vediamo uno spettacolo teatrale messo in scena con dedizione dai pazienti di un ospedale psichiatrico e una maestra elementare che usa la sua classe come terapia.

Ci sono madri che hanno conosciuto il dolore incommensurabile di perdere i loro figli, e figlie prigioniere che cercano di comunicare con le loro madri, nonostante le barriere che la vita ha eretto.

In questo contesto di luce e oscurità, emergono segnali di una società che resiste, che si aggrappa al suo quotidiano con determinazione.

Attraverso il suo docufilm, Rosi crea un racconto visivo che si concentra sulle persone coinvolte, cercando di costruire un senso di “umanità” che va oltre le divisioni geografiche e politiche. Attraverso l’uso di immagini e incontri ravvicinati, il film si propone di esplorare gli effetti di questa tragedia duratura.

Per raggiungere il suo obiettivo, Rosi si muove con discrezione ed empatia, seguendo donne, bambini e uomini in momenti cruciali delle loro vite quotidiane.

Il regista cattura le loro voci e le loro storie in modo diretto, offrendoci uno sguardo intimo e drammatico all’interno delle loro case, nelle carceri e negli ospedali. Allo stesso tempo, ci mostra gli esterni segnati dalle divisioni, dai conflitti e dalle difficoltà che queste persone devono affrontare ogni giorno. E nonostante tutto, emergono anche momenti di toccante condivisione, che dimostrano la resilienza e la dignità umana in un contesto così difficile.

Il documentario è girato completamente in lingua originale, araba e curda. Gianfranco Rosi, oltre alla regia, ha curato anche il soggetto e la fotografia. Il montaggio è di Jacopo Quadri.

Notturno è stato prodotto da Donatella Palermo, Gianfranco Rosi, Serge Lalou, Camille Laemlé, Orwa Nyrabia, Eva-Maria Weerts e distribuito nelle sale cinematografiche italiane da 01 Distribution.

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