Un padre che guarda l’orologio e conta i giorni: martedì e venerdì. Sono gli unici momenti in cui può vedere sua figlia. Il resto del tempo è fatto di errori, difficoltà e scelte sbagliate. Il film italiano drammatico da vedere stasera su Raiplay è un racconto intenso che mescola intensità familiare e tensione crime.

“Martedì e Venerdì” è una produzione del 2024, diretta da Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis, già autori di Ghiaccio. Distribuito nelle sale italiane il 22 febbraio 2024, il film è ambientato nella periferia romana e racconta una storia profondamente radicata nella realtà sociale contemporanea Girato tra i quartieri di Ponte di Nona e Lunghezza, il film ha un’impronta fortemente realistica e urbana, con una durata di circa 105 minuti.

La trama della pellicola da vedere su Raiplay racconta la vicenda di Marino (interpretato da Edoardo Pesce, già apprezzato in Dogman) proprietario di un’officina motociclistica, che si trova in un momento complicato della sua vita. Dopo il divorzio dalla moglie Simona (Rosa Diletta Rossi), può vedere la figlia Claudia (Aurora Menenti) solo due giorni a settimana: il martedì e il venerdì

La situazione peggiora quando, a causa di problemi economici e debiti, è costretto a chiudere la sua attività. Senza lavoro e senza punti di riferimento, Marino prende una decisione rischiosa: unirsi a una banda criminale e partecipare a rapine, sfruttando la sua abilità alla guida delle moto per le fughe.

Da quel momento inizia una doppia vita difficile da sostenere. Da un lato il padre che cerca di restare presente per la figlia, dall’altro l’uomo che scivola sempre più in un mondo pericoloso.

Il vero conflitto del film non è solo legale, ma emotivo: riuscirà Marino a proteggere il rapporto con la figlia senza distruggerlo definitivamente? Le interpretazioni puntano su realismo e immediatezza, senza forzature. Uno degli aspetti più interessanti del film è il suo equilibrio tra generi.

Non è facile tenere insieme il racconto familiare, fatto di separazioni, difficoltà economiche e relazioni complicate e il crimine urbano, con rapine, inseguimenti e tensione. Eppure Moro e De Leonardis riescono perfettamente a bilanciare i due livelli facendo emergere il vero cuore del lungometraggio che resta il rapporto padre-figlia.

Il titolo stesso è emblematico: quei due giorni diventano il simbolo di un legame fragile, fatto di tempo limitato e di tentativi di ricostruzione.

I numeri sono tutti a favore del titolo da selezionare su Raiplay: su Google l’89% degli utenti assegna un giudizio molto positivo, così come su IMDb dove i consensi per l’opera che ha visto Edorardo Pesce trionfare come miglior attore all’Italian Contemporary Film Festival raggiungono una media di 7,8/10.

Al di là della componente d’azione, il film è una riflessione sulla responsabilità. Marino non è un eroe, ma un uomo che sbaglia. Le sue scelte non sono giustificate, ma comprese.

Il film racconta come le difficoltà economiche e personali possano spingere verso strade pericolose, ma anche come il desiderio di essere un buon padre resti più forte di tutto.

Un mix di dramma e tensione che  racconta una realtà vicina, fatta di errori, tentativi e legami che resistono anche quando tutto sembra crollare. Ma ti restano quei due giorni a settimana a riconciliarti con l’essenza della vita.

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